La gestione industriale integrata dei rifiuti azzera i costi della bassa densità abitativa nell’Ato Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto e Siena e alcuni comuni della provincia di Livorno), garantendo un costo totale del servizio inferiore di 45 euro per tonnellata rispetto alla media regionale. È uno dei dati principali che emergono dal report di Ref Ricerche relativo al periodo 2021-2025, presentato all’Auditorium Sienambiente nel convegno promosso da Iren Ambiente e Università di Siena – Santa Chiara Lab. Lo studio afferma che l’estensione territoriale e la frammentazione in piccoli comuni è stata compensata da un sistema unico in Toscana: la totale autosufficienza nel trattamento dell’organico e del rifiuto indifferenziato. A dimostrazione che dove ci sono gli impianti smaltire i rifiuti costa meno, e viceversa. Inoltre la raccolta differenziata è balzata al 65,2% nel 2025 e al 68,1% nei primi cinque mesi del 2026, segnando il riallineamento del territorio ai parametri regionali.
Iren Ambiente, società del Gruppo Iren, promotrice dello studio, opera nella filiera ambientale dell’Ato Toscana Sud attraverso le società Sei Toscana e Sienambiente, oltre alla presenza diretta nella provincia di Arezzo attraverso Valdarno Ambiente e nella provincia di Grosseto tramite la società Futura. Il gruppo gestisce un sistema articolato di dieci impianti del ciclo integrato dei rifiuti.
Il paradosso virtuoso dei piccoli comuni e la tenuta sui flussi turistici
Storicamente, i territori a bassa densità abitativa e con molti piccoli comuni soffrono di costi di gestione elevati a causa delle distanze e delle scarse economie di scala. L’Ato Toscana Sud ribalta questo paradigma mantenendo i costi complessivi inferiori rispetto alla media regionale e agli altri due contesti toscani (Ato Centro e Ato Costa).
I dati del 2025 per classi di popolazione mostrano che nei comuni fino a 5.000 abitanti i costi si attestano a 546 euro/tonnellata nell’Ato Sud, contro i 620 dell’Ato Costa. Il divario a favore dell’Ato Sud si conferma anche tra 5.000 e 10.000 abitanti (491 euro contro 572) e nella fascia fino a 50.000 abitanti (478 euro contro 574). Anche l’analisi per densità abitativa premia l’Ato Sud: nelle aree a più bassa densità (fino a 250 abitanti/km²) registra 495 euro/tonnellata, contro i 602 dell’Ato Centro e i 611 dell’Ato Costa. Di fronte all’impatto del turismo, che altera la produzione dei rifiuti, l’Ato Sud mostra un’escursione minima: nelle aree a massima intensità turistica i costi si fermano a 502 euro/tonnellata, contro i 583 dell’Ato Costa e i 603 dell’Ato Centro.

L’asso nella manica: la presenza e autosufficienza degli impianti
La ragione strutturale di questa tenuta risiede nel parco impiantistico. Lo studio evidenzia che l’Ato Toscana Sud è l’unico ambito regionale completamente autosufficiente nel trattamento della frazione organica (100% lavorato all’interno) e del residuo indifferenziato. Il sistema si regge su un modello industriale in equilibrio tra termovalorizzazione e discarica, grazie alla rete dei dieci impianti gestiti. L’Ato Sud – evidenzia lo studio – si distingue per un ricorso alla termovalorizzazione pari al 50,3%, un valore nettamente superiore alla media regionale, che si ferma al 24%. Sebbene il costo medio nei termovalorizzatori sia di 135 euro/tonnellata contro gli 85 delle discariche, questa scelta assicura la chiusura più virtuosa del ciclo e protegge il territorio da emergenze di smaltimento, garantendo un costo medio unitario complessivo inferiore del 25% rispetto al modello utilizzato nel resto della regione.

La rincorsa della differenziata e i fondi Pnrr
La raccolta differenziata nell’Ato Sud è cresciuta di nove punti percentuali tra il 2021 e il 2024, consolidandosi sulle ottime performance già registrate nell’ultimo biennio. I ricavi di vendita dei materiali sono cresciuti del 18% nel biennio 2024-2025, attestandosi a 46 euro/tonnellata nell’Ato Sud (mentre la media regionale complessiva è di 53 euro/tonnellata), mostrando ampi margini di crescita legati alla qualità del materiale raccolto. Il consolidamento del sistema passa anche dall’intercettazione dei fondi europei e nazionali: l’ambito si è aggiudicato oltre 21 milioni di euro di finanziamenti e 13 milioni di euro del programma FESR 2021-2027.
«I dati confermano che l’Ato Toscana Sud, dove siamo presenti significativamente dal 2021, è possibile coniugare efficienza, autosufficienza e sicurezza del servizio grazie a investimenti superiori a 170 milioni di euro nel quinquennio – afferma Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente – La crescita della raccolta differenziata e i margini di miglioramento nella valorizzazione dei materiali rappresentano le direttrici sulle quali continueremo a investire».
Carlo Pellegrino
