La presentazione della XXV edizione del Premio Catarsini, al centro l'assessore regionale alla cultura Cristina Manetti.
Un connubio strategico tra formazione dei giovani, inclusione sociale e valorizzazione del patrimonio artistico e turistico della Toscana. E’ la XXV edizione del “Premio Alfredo Catarsini”. L’iniziativa, intitolata “Tattili Armonie: i giovani reinterpretano i capolavori dei musei toscani”, è promossa dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS ed è riservata agli studenti del triennio finale degli istituti d’arte della regione.
Nato nel 2002 come percorso formativo d’eccellenza, da tre anni il Premio prevede la realizzazione di opere per la lettura tattile, è patrocinato dalla Regione Toscana, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e il Lions Club Firenze Michelangelo, e rientra nel programma pluriennale ‘L’Arte accessibile per tutti’, che la Fondazione Catarsini dedica all’inclusione sociale.
Nasce come concorso grafico
Per 21 edizioni, cioè fino al 2022, il Premio Catarsini è stato essenzialmente un concorso di grafica; poi dal 2023 la Fondazione Catarsini ha pensato di dare una nuova identità alla manifestazione, aprendo alla realizzazione di opere tattili, tratte da dipinti di Alfredo Catarsini. Questa scelta ha garantito alla manifestazione un primato unico a livello nazionale: si tratta dell’unico concorso in Italia incentrato interamente sulla creazione di opere tattili.
Il progetto dell’edizione 2027
Per la nuova fase del progetto (che culminerà nell’edizione 2027), i giovani partecipanti si confronteranno con la traduzione tridimensionale e tattile di tre grandi opere d’arte custodite nei musei toscani:
- Il Cristo deriso di Beato Angelico (1438-1440), celebre affresco custodito nel Museo di San Marco a Firenze;
- Il ritratto di San Francesco di Margarito d’Arezzo (1260-1275), la più antica raffigurazione nota del Santo, esposta al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo;
- Il Volto Santo di Lucca, l’imponente scultura lignea conservata nella Cattedrale di San Martino a Lucca e oggetto di un recente restauro curato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Le reinterpretazioni realizzate dagli studenti saranno donate direttamente alle sedi museali coinvolte. L’obiettivo è favorire l’allestimento di laboratori esperienziali permanenti, affiancati da descrizioni audio adattate, per permettere alle persone con disabilità visiva e all’intero pubblico dei visitatori di esplorare le opere attraverso una modalità sensoriale universale. (redsb)
