L'inaugurazione del Textile Hub di Prato
Il distretto tessile pratese si prepara a giocare un ruolo da protagonista nella nuova economia circolare europea. È stato inaugurato oggi mercoledì 22 luglio a Prato nella zona di via Baciacavallo il Textile Hub, una delle infrastrutture più innovative realizzate in Italia per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili, destinata a diventare un punto di riferimento per una filiera chiamata a cambiare profondamente nei prossimi anni.
Realizzato da Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro, sostenuto anche da contributi del Pnrr e dagli incentivi di Industria 4.0, il nuovo impianto nasce per rispondere alle nuove regole europee che puntano a rendere il tessile sempre più riciclabile, riutilizzabile e tracciabile. La capacità di recuperare le fibre e reimmetterle nel ciclo produttivo diventerà infatti uno dei fattori decisivi per la competitività dell’intero comparto moda.
Un impianto da 33mila tonnellate di scarti l’anno
Il Textile Hub potrà trattare 33 mila tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20 mila tonnellate di materiali post consumo, pari sostanzialmente all’intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana, e 13 mila tonnellate di scarti pre-consumo provenienti in larga parte dal distretto pratese. I capi ancora utilizzabili saranno destinati al riuso, mentre quelli non più recuperabili verranno selezionati per tipologia di fibra e avviati al riciclo meccanico, trasformandosi nuovamente in materia prima. A regime il 60% dei materiali post consumo potrà essere riutilizzato, mentre il restante 40% sarà avviato al riciclo.
La selezione dei tessuti fatta attraverso l’AI
L’elemento più innovativo è però rappresentato dalla tecnologia. L’impianto utilizza infatti un sistema di selezione automatizzata basato su intelligenza artificiale e sensori NIR (Near Infrared), capaci di riconoscere automaticamente la composizione delle fibre e il colore dei tessuti con una precisione e una velocità impossibili da raggiungere con la sola selezione manuale. Una tecnologia già sperimentata in alcuni progetti europei, che a Prato trova una delle prime applicazioni industriali su larga scala in Italia. L’obiettivo è ottenere fibre di qualità superiore da reimmettere nel ciclo produttivo, aumentando il valore del materiale recuperato.
Settemila metri quadrati coperti con 50 addetti
L’impianto si estende su 7 mila metri quadrati coperti, oltre a 10 mila metri quadrati di aree logistiche esterne. La realizzazione ha richiesto due anni di lavori e il collaudo proseguirà fino alla fine del 2026. A regime saranno impiegati circa 50 addetti, due terzi dei quali impegnati nella cernita semi-automatica dei materiali. «Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto. È la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze», afferma il presidente di Plures Lorenzo Perra. Per l’amministratore delegato Alberto Irace, l’obiettivo è «restituire al ciclo produttivo il massimo valore possibile dei materiali tessili», mentre il vicepresidente Nicola Ciolini sottolinea come il progetto rafforzi una vocazione che Prato coltiva «da generazioni: recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili».
L’investimento rappresenta uno dei tasselli del Piano Industriale 2025-2029 di Plures, che prevede 2,5 miliardi di euro di investimenti per sviluppare infrastrutture dedicate all’economia circolare, dal riciclo tessile ai RAEE, dalla plastica alla carta fino al recupero energetico, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia impiantistica della Toscana e trasformare sempre più rifiuti in nuove materie prime. (em)
