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03 luglio 2026

Nodo Tav di Firenze, il primo treno a Belfiore nel 2030 e c’è l’ok al People mover

Fra 4 anni l’entrata in esercizio del passante con la nuova stazione, dove le ‘talpe’ hanno finito la prima fase di scavo.

Leonardo Testai
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Con moto lento e costante le due frese Tbm Iris e Marika hanno scavato nel sottosuolo di Firenze fino a raggiungere l’area della futura stazione dell’Alta velocità progettata dallo studio Foster. I lavori termineranno nel 2029, secondo il cronoprogramma più aggiornato, mentre per l’entrata in esercizio si dovrà attendere il 2030, con il People mover tra Santa Maria Novella e Belfiore già attivo, secondo le intenzioni dichiarate da Rfi in occasione di una cerimonia nel cantiere alla presenza del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e delle istituzioni locali.

“Il 2029 deve essere nel mio programma anche la data per il People mover, io vedo questa stazione completa con il People mover”, ha affermato l’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi, ammettendo che “ovviamente è sfidante come tema, però lo stiamo affrontando insieme a Regione, Comune e Ministero“. Soddisfatti dell’impegno il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. “Abbiamo ribadito – ha detto quest’ultima – l’importanza di avere la possibilità del collegamento tra la stazione Foster e Santa Maria Novella, altrimenti il rischio è che si carichi tutto sul trasporto locale, a partire dalle tramvie che poi devono dare risposte anche a tutto il resto della cittadinanza”.

A fine anno lo scavo riparte verso nord

Le due frese, impegnate rispettivamente nello scavo della canna del binario pari e di quella del binario dispari, hanno percorso circa tre chilometri ciascuna dal cantiere di Campo di Marte. Con l’ingresso di entrambe nel camerone di stazione, le macchine potranno essere traslate al suo interno, per fasi successive, solo dopo il completamento del solettone di fondazione, la cui realizzazione è in corso per zone differenziate. La ripartenza dello scavo verso nord, per i restanti due chilometri di ciascuna galleria, è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Il Passante Av si sviluppa nel tratto urbano per circa 8,35 chilometri, di cui sette in sotterranea, con due gallerie parallele a una profondità media di circa 20 metri e due tratti terminali emergenti: uno a nord, tra le stazioni di Firenze Castello e Firenze Rifredi, e uno a sud, in prossimità di Campo di Marte. A circa metà tracciato, in zona Belfiore-Macelli, sorgerà la nuova stazione Av, progettata da Foster & Partners e Ove Arup & Partners, lunga circa 450 metri, larga 50 ed estesa per circa 45mila metri quadrati, fino a 25 metri sotto il livello stradale. Il valore dell’appalto in corso, affidato al Consorzio Florentia e relativo sia alla stazione sia alle gallerie del Passante, è di circa 1,1 miliardi di euro, per un investimento complessivo di 2,7 miliardi considerando anche le opere accessorie.

Salvini esulta (e vuole anche l’aeroporto potenziato)

“Questa è un’opera fondamentale per Firenze e la Toscana – ha affermato Salvini – perché avrà un servizio regionale per i pendolari più efficiente, più puntuale, con più offerta: però è significativa per tutta Italia. Dividere l’Alta velocità dal trasporto locale significa che, se un domani avrai un problema su un regionale o su un merci a Firenze, non rallenti l’Alta velocità in tutta Italia, cosa che purtroppo oggi accade”. Il passante Tav, per il ministro e vicepremier, è un esempio da esportare: “Ho apprezzato la collaborazione di questi mesi, di questi anni, col sindaco di Firenze, col governatore della Regione Toscana. Ecco, mi piacerebbe che la stessa proattività, la stessa voglia di fare, di costruire, di accettare le sfide fosse presente in tutta Italia. Perché il passante di Firenze sì, per dare diritto alla mobilità ai fiorentini, e lo stesso diritto alla mobilità non dovrebbero averlo messinesi e reggini?”.

E non è un discorso che va limitato ai treni, secondo Salvini. “Questa è una ferrovia figlia dei sì, perché anche qua ci sono stati i comitati contro, gli esposti, le raccolte di firme: lo stesso per l’aeroporto di Firenze. Bisogna crescere, ragazzi, perché nei prossimi 10 anni i dati di crescita sul trasporto aereo ci indicano che possiamo arrivare a 300 milioni di passeggeri trasportati, è chiaro che non puoi rimanere fermo”. Perché, sostiene il ministro, “non ci sono vuoti nella vita, in politica o nelle infrastrutture: se non lo riempi tu il servizio, il servizio lo offre qualcun altro. Quindi uno può dire ‘No, non voglio espandere Fiumicino‘. E uno vola su Monaco, su Istanbul. ‘No, non voglio espandere l’aeroporto di Firenze’. E uno vola da un’altra parte, ma non è che uno non voli. Quindi bisogna cogliere le occasioni che ci sono”.

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Leonardo Testai

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