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15 giugno 2026

Negozi storici, Firenze prova a fermare il declino: sconti sull’energia e contributi comunali

Il Comune annuncia una tariffa agevolata con Plures e un bando da 100 mila euro. Lo studio della Camera di commercio fotografa una città che cambia: in dieci anni perse 580 attività commerciali e circa 600 imprese artigiane nel centro storico.

Ponte Vecchio, un luogo di negozi storici a Firenze

Ponte Vecchio, un luogo di negozi storici a Firenze

Tariffe energetiche agevolate, contributi economici e nuove regole per tutelare le botteghe storiche. Firenze prova a contrastare la progressiva trasformazione del centro cittadino, sempre più orientato verso turismo, ristorazione e accoglienza e sempre meno caratterizzato dal commercio tradizionale e dall’artigianato.

L’annuncio è arrivato dall’assessore alle attività produttive Jacopo Vicini nel corso del convegno dedicato agli esercizi storici fiorentini organizzato dalla Camera di commercio di Firenze. Il Comune chiederà a Plures una tariffa energetica dedicata alle attività storiche e punta a pubblicare entro settembre un bando da 100 mila euro destinato a sostenere queste imprese. Entro la fine dell’anno dovrebbe inoltre essere aggiornato il regolamento degli esercizi storici all’interno del più ampio regolamento Unesco della città.

La scomparsa delle botteghe

Le misure arrivano in un momento delicato per il tessuto economico del centro storico. Lo studio presentato dalla Camera di commercio di Firenze mostra infatti come l’area Unesco abbia subito negli ultimi anni una profonda trasformazione. Oggi all’interno del perimetro riconosciuto dall’Unesco operano circa 14.800 imprese, con una crescita complessiva dell’11,8% rispetto agli anni precedenti. Ma dietro questo dato si nasconde un forte cambiamento nella composizione delle attività economiche.

Il dato più significativo riguarda il commercio di vicinato: rispetto al 2014 sono scomparse 580 attività commerciali, mentre l’artigianato ha perso circa 600 imprese. La quota delle attività artigiane sul totale delle imprese dell’area Unesco è scesa dal 15,1% del 2009 al 9,8% del 2026.

L’avanzata di ristorazione e attività ricettiva

Parallelamente sono cresciuti in modo impetuoso turismo e ospitalità. Le strutture di alloggio non alberghiero presenti nel centro storico sono passate da 270 a 1.240, con un incremento superiore al 350%, mentre continuano a crescere anche le attività di ristorazione e somministrazione.

La trasformazione economica si accompagna a quella demografica. Negli ultimi dodici anni i residenti nel centro storico sono passati da circa 68 mila a meno di 62 mila, con una riduzione del 25,4% e un’incidenza sulla popolazione cittadina scesa dal 18,8% al 17,4%. Il peso economico dell’area resta comunque enorme. Pur estendendosi su appena 5 chilometri quadrati rispetto ai 102 dell’intero comune, il centro storico concentra circa il 26% dell’occupazione e del valore aggiunto prodotto a Firenze.

L’affitto da 5.000 a 20.000 euro al mese

Durante il confronto è emerso anche il tema degli affitti commerciali. Una commerciante ha raccontato di essersi vista proporre un aumento del canone da 5 mila a 20 mila euro al mese, una testimonianza che ben rappresenta le difficoltà incontrate dalle attività tradizionali nel mantenere una presenza stabile nel cuore della città.

«Il turismo è una ricchezza che va governata», ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Massimo Manetti. Ed è proprio questa la sfida che emerge dai dati: accompagnare la crescita dell’attrattività turistica senza perdere quel patrimonio di negozi, botteghe e attività artigiane che costituisce una parte fondamentale dell’identità economica e culturale di Firenze. (em)

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