Dal 15 ottobre si comincia. Chi ha vecchi debiti per Imu, Tari, multe stradali o altre entrate comunali potrà verificare se rientrano nella Rottamazione-quinquies. Ma in Toscana la possibilità non ci sarà ovunque: hanno aderito alla definizione agevolata soltanto 39 Comuni. La geografia è significativa. Fra i capoluoghi ci sono Arezzo, Grosseto e Massa. Non ci sono invece Firenze, Prato e Livorno. E dietro una scelta apparentemente soltanto fiscale emerge anche una divisione politica.
La Rottamazione delle entrate locali è infatti una facoltà concessa agli enti territoriali: ciascuna amministrazione ha potuto decidere se applicarla o meno ai propri crediti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Per capire quali debiti possono essere rottamati, come verificare la propria posizione dal 15 ottobre, quanto si può risparmiare su multe, Imu e Tari, come funzionano le rate e quali controlli fare prima di aderire, T24 ha predisposto una guida completa alla Rottamazione-quinquies.
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Una mappa molto diversa da quella politica della Toscana
La geografia delle adesioni presenta un elemento evidente: in una regione dove il centrosinistra amministra la maggioranza dei Comuni, tra i 39 che hanno scelto la Rottamazione 35 sono amministrati dal centrodestra. La fotografia dei capoluoghi è emblematica: Arezzo, Grosseto e Massa hanno aderito; Firenze, Prato e Livorno no. E così si crea nella regione una situazione singolare: qualcuno potrà rottamare il debito e qualcuno del comune confinante no, solo per una questione di coloritura politica.
Una divisione che era già emersa nei mesi scorsi, quando i Comuni dovevano decidere se utilizzare o meno la possibilità offerta dalla legge. A Firenze, la Lista civica Eike Schmidt aveva proposto l’adesione, ma la Commissione Bilancio aveva espresso parere negativo. Cristiano Balli, presidente della Commissione e vicecapogruppo Pd, aveva definito la Rottamazione decisa dal Governo Meloni «l’ennesimo regalo agli evasori fiscali svilendo il senso civico del contribuente e la stessa idea di legalità fiscale». La maggioranza aveva rivendicato la scelta di non «abbracciare la politica dei condoni».
Anche a Prato la proposta era arrivata dal centrodestra. Il 30 luglio una mozione presentata da Fratelli d’Italia per chiedere al Comune di aderire alla definizione agevolata dei debiti tributari e non tributari è stata respinta dal Consiglio comunale.
Dal 15 ottobre si controlla, dal 16 si presenta la domanda
Adesso la fase delle decisioni dei Comuni è chiusa e comincia quella che interessa direttamente i contribuenti. Dal 15 ottobre Agenzia delle entrate-Riscossione metterà a disposizione nell’area riservata i dati necessari per individuare i carichi definibili. Chiunque potrà accedervi per verificare se ha debiti rottamabili. Dal 16 ottobre al 15 dicembre sarà possibile presentare telematicamente la domanda.
La Rottamazione può riguardare Imu, Tari, multe stradali e altre entrate comunali, ma il beneficio non funziona allo stesso modo per tutte le tipologie di debito. Per le multe, ad esempio, la sanzione originaria resta da pagare: l’agevolazione riguarda gli interessi, le maggiorazioni previste dalla legge e l’aggio. Per i tributi come Imu e Tari possono invece essere eliminate anche le sanzioni tributarie. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione oppure essere dilazionato, nel rispetto delle condizioni previste, fino a un massimo di 54 rate bimestrali.
Non conta dove si abita
C’è un aspetto importante da tenere presente: non conta la residenza del contribuente, ma quale Comune vanta il credito. Chi abita a Livorno ma ha, per esempio, una vecchia multa del Comune di Arezzo può quindi essere interessato dalla Rottamazione, se quel carico possiede tutti i requisiti. Al contrario, abitare in uno dei 39 Comuni aderenti non consente di rottamare un debito verso un Comune che ha deciso di non partecipare. È anche per questo che la misura può interessare una platea molto più ampia dei soli residenti nei territori che hanno aderito.
La Toscana della Rottamazione 5
In Toscana hanno aderito complessivamente 39 Comuni. Arezzo è la provincia con il maggior numero di adesioni, otto, seguita da Grosseto con sette e Siena con sei. Pistoia e Livorno ne hanno quattro ciascuna, Lucca e Pisa tre, Firenze e Massa-Carrara due. In provincia di Prato non ha aderito nessun Comune.
La mappa completa delle amministrazioni che hanno scelto la Rottamazione è riportata nella grafica sotto. Per sapere tutti i dettagli della Rottamazione 5 LEGGI LA GUIDA DI T24 (cm)

