Il distretto del marmo apuo-versiliese si interroga su come incrementare ancora la sicurezza a poche ore dal drammatico incidente mortale avvenuto questa mattina – mercoledì 5 agosto 2026 – in un’azienda di Avenza, dove ha perso la vita un operaio di 44 anni. Una ferita che colpisce al cuore il sistema produttivo regionale.
La reazione degli industriali: “Responsabilità collettiva”
Dura la presa di posizione di Confindustria Toscana Centro e Costa. Federica Guadagni, presidente della sezione Lapideo e Carbonati, ha definito l’accaduto “una ferita drammatica che colpisce l’intero sistema produttivo e sociale”, confermando la piena disponibilità degli industriali a “stringere ancora di più le maglie del confronto con le parti sociali e con le istituzioni. L’obiettivo comune deve essere il potenziamento continuo della cultura della sicurezza, della formazione sul campo e del monitoraggio tecnologico all’interno di ogni singolo sito produttivo del comparto”.
Sulla stessa linea Carlo Freni, presidente della delegazione di Massa Carrara, che richiama a un’assunzione collettiva di responsabilità: “L’impegno sulla sicurezza deve unire imprese e istituzioni, mantenendo altissima l’attenzione”.
Sciopero nel distretto e nodi sull’organizzazione del lavoro
La risposta delle parti sociali è stata immediata: Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato 8 ore di sciopero per l’intera giornata di domani in tutto il comparto lapideo. I sindacati puntano il dito contro l’attuale organizzazione del lavoro: “Troppi lavoratori fanno più cose contemporaneamente” in contesti dove i ritmi produttivi risultano “spesso troppo elevati”, aggravati anche dalle nuove condizioni climatiche. “Non può esistere sviluppo o rilancio se non ci sono condizioni di lavoro sicure”, hanno ribadito Paolo Fantappiè e Rossano Montaghi della UIL Toscana. (redsb)
