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20 luglio 2026

Lucca e Prato tra le province più esposte al rischio climatico (e la Toscana non brilla)

Secondo l’analisi di Eoliann, sulla base di dati geospaziali, anche Arezzo è osservata speciale per la possibile siccità.

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Tra alluvioni, frane, ondate di calore, siccità, Lucca e Prato sono fra le province italiane col maggior rischio climatico, mentre Arezzo è sul podio nazionale per il rischio di siccità, con orizzonte 2050: è quanto emerge dai dati elaborati da Airis, la piattaforma di climate risk analytics di Eoliann, società specializzata in soluzioni basate su dati geospaziali e intelligenza artificiale per rendere prevedibili i rischi climatici e affiancare le aziende infrastrutturali nella costruzione di un mondo resiliente. Dall’analisi la Toscana emerge come una delle regioni più esposte a livello nazionale.

Sul fronte dell’esposizione complessiva, ossia la misura sintetica che combina tutti i pericoli climatici monitorati da Eoliann, Lucca e Prato risultano tra le province italiane con i valori più alti, davanti a territori più frequentemente associati nell’immaginario comune al rischio climatico. Sul fronte specifico della siccità, Arezzo si colloca tra le prime tre province italiane per pericolosità, un dato che assume particolare rilievo per un territorio la cui economia dipende anche dalla disponibilità di risorse idriche per l’agricoltura e la produzione industriale.

L’analisi di Eoliann prende le mosse dalla direttiva europea Cer (Critical Entities Resilience), che impone a enti pubblici e privati che forniscono servizi essenziali nell’Unione Europea di adottare misure di sicurezza rigorose. “Per anni abbiamo parlato di infrastrutture critiche come se fossero eterne: ponti, reti elettriche, sistemi idrici pensati per durare un secolo, progettati per un clima che non esiste più“, commenta Roberto Carnicelli, amministratore delegato della società. “Oggi il legislatore ci chiede di dimostrare che sappiamo quanto siamo esposti, non di dichiararlo a parole. E qui nasce il problema vero: si può normare l’obbligo di essere resilienti, ma non si può normare la capacità di misurarlo”. (lt)

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