Il terminal crociere di Livorno visto dall'alto
La crocieristica si conferma una leva per l’economia di Livorno, tra crescita dei passeggeri, occupazione e servizi attivati sul territorio. Nel 2026 sono attesi 421 scali e circa 815mila crocieristi, mentre per il 2027 le previsioni di Porto Livorno 2000 indicano 425 approdi e un traffico compreso tra 820mila e 830mila passeggeri.
I dati sono stati presentati in occasione dell’Italian Cruise Day, organizzato da Risposte Turismo e ospitato al Terminal Crociere di Livorno, dove il confronto si è concentrato non soltanto sui volumi del traffico, ma anche sul valore economico generato dalle navi e dai loro ospiti.

Nel 2025 lo scalo aveva registrato 369 approdi e 778mila passeggeri, con 60 scali in modalità homeport, che avevano prodotto circa 30.400 movimenti tra imbarchi e sbarchi. La crescita attesa conferma il ruolo di Livorno nel panorama crocieristico nazionale, sostenuto anche da un portafoglio articolato di compagnie: nel 2026 lo scalo risulta tra i primi in Italia per ampiezza della clientela, con 70,9% secondo gli indicatori presentati da Risposte Turismo.

Dodici milioni di spesa diretta fra lavoro e servizi
La ricaduta più immediata riguarda la filiera dei servizi portuali. Porto Livorno 2000, che gestisce l’accoglienza dei passeggeri, la security, i bagagli, le provviste di bordo e i collegamenti con la città, impiega nei periodi di maggiore attività fino a 125 persone. Il costo annuo del personale è pari a circa 6,2 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 6 milioni destinati all’acquisto di servizi.
Sono quindi circa 12 milioni di euro le risorse che la società riconduce direttamente al lavoro e alle prestazioni acquistate sul territorio. Una cifra che non comprende l’intero indotto crocieristico, alimentato anche da trasporti, escursioni, commercio e attività turistiche.
Un esempio è rappresentato dalle navette verso il centro cittadino. Per i 421 scali previsti nel 2026, Porto Livorno 2000 stima circa 2.217 servizi, con 288mila passeggeri trasportati, pari a circa il 37% del totale atteso. Il servizio genera un fatturato di circa 1,5 milioni di euro e coinvolge un consorzio di operatori toscani e livornesi.
L’indotto si estende alla Toscana
La filiera comprende anche i collegamenti con le principali destinazioni regionali. Le stime della società indicano circa 8mila accessi di autobus ufficiali al terminal per le escursioni, oltre a circa 500 autobus privati. Si aggiungono i servizi di noleggio con conducente, con circa mille ingressi di NCC privati e 250 riconducibili ai tour ufficiali.
Flussi che collegano il porto alle città d’arte e alle altre mete turistiche toscane, ampliando la ricaduta economica oltre i confini comunali. Resta tuttavia da quantificare in modo complessivo il valore generato dall’intera filiera, dalle escursioni ai consumi dei visitatori.
Secondo il sindaco della città dei Quattro Mori Luca Salvetti, circa il 29% dei crocieristi che sbarcano a Livorno sceglie di visitare autonomamente la città. La ricaduta economica complessiva del settore viene stimata in circa 20 milioni di euro l’anno, considerando le spese dei passeggeri e degli equipaggi e i servizi attivati dalle compagnie.

Nel 2027 si punta all’aumento dei traffici
La crescita italiana offre ulteriori prospettive. Secondo le previsioni di Risposte Turismo presentate a Livorno, nel 2027 i porti nazionali potrebbero raggiungere circa 16 milioni di passeggeri movimentati, il 4% in più rispetto alle stime per il 2026, con oltre 6.370 accosti. Gli investimenti pianificati nel comparto crocieristico superano il miliardo di euro nel triennio 2027-2029.
Per il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio, la priorità è rafforzare l’attrattività di Livorno e valorizzare anche le potenzialità di Piombino e Portoferraio, attraverso una maggiore integrazione tra istituzioni, imprese portuali e operatori turistici.
Il presidente di Porto Livorno 2000, Matteo Savelli, sottolinea invece la necessità di misurare l’impatto del settore non soltanto attraverso il numero di navi e passeggeri, ma considerando occupazione, servizi e ricchezza prodotta. Una prospettiva che assume particolare rilievo nel dibattito sulla sostenibilità dei flussi turistici.
L’obiettivo, per Livorno e per la Toscana, è consolidare la crescita senza limitarsi ad accogliere volumi crescenti: la partita economica si gioca sulla capacità di trattenere una quota maggiore della spesa dei crocieristi, rafforzare le imprese locali e trasformare il traffico marittimo in opportunità durature per il territorio.
Andrea Puccini
