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05 novembre 2026

Geotermia: niente incentivi pubblici, salta il progetto della centrale di Monterotondo

Previsto nell’accordo con la Regione, è stato escluso dalla prima asta FER 2. L’investimento resta congelato in attesa di una nuova opportunità di finanziamento, ma un secondo bando nel 2027 non è garantito. Il sindaco Termine chiede spiegazioni.

Il rendering del progetto della centrale di Monterotondo

Il rendering del progetto della centrale di Monterotondo

La nuova centrale geotermica di Monterotondo Marittimo (Grosseto), per il momento, non si farà. Enel Green Power non ha ottenuto gli incentivi pubblici del FER 2, ai quali aveva subordinato la realizzazione dell’impianto da 5 megawatt. E senza gli incentivi l’azienda non procederà alla costruzione. L’investimento è dunque congelato, in attesa di una nuova possibilità di finanziamento che potrebbe arrivare nel 2027, ma sulla quale al momento non esistono certezze.

È una battuta d’arresto per uno dei progetti previsti nell’accordo tra Enel Green Power e Regione, che ha accompagnato la proroga ventennale delle concessioni geotermiche e comprende un programma complessivo di investimenti da quasi tre miliardi di euro. Monterotondo 2 avrebbe dovuto essere la prima delle tre nuove centrali a entrare in funzione, precedendo gli impianti di Piancastagnaio e Santa Fiora.

Il GSE esclude il progetto dalla gara

Il 23 ottobre il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha pubblicato la graduatoria della prima procedura FER 2 dedicata alla geotermia a emissioni nulle, con un contingente disponibile di 30 megawatt. Sono stati ammessi due progetti: uno da 24,4 MW a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara, e uno da 5 MW a Castel Giorgio, in provincia di Terni. Complessivamente 29,4 MW, quasi tutta la potenza messa a disposizione.

Il progetto di Enel Green Power a Monterotondo è invece risultato escluso dalla procedura, insieme a un altro impianto toscano, quello da 12,69 MW proposto da Magma Energy Italia a Castelnuovo di Val di Cecina. Non si tratta, dunque, di un progetto rimasto fuori per esaurimento delle risorse disponibili. Il GSE ha disposto un’esclusione le cui motivazioni specifiche non sono state rese pubbliche e vengono comunicate direttamente alle società interessate.

Il FER 2 è il meccanismo nazionale che sostiene la realizzazione di impianti rinnovabili innovativi o caratterizzati da costi di produzione elevati, attraverso tariffe incentivanti di lungo periodo. Per la geotermia a emissioni nulle il decreto prevede complessivamente 60 MW, suddivisi in due contingenti da 30 MW.

La seconda procedura potrebbe svolgersi nel 2027, ma non è garantita. Il calendario dovrà essere definito e non vi è ancora certezza che una nuova gara per questa tecnologia venga effettivamente bandita il prossimo anno. Per Monterotondo, quindi, non esiste oggi una scadenza certa per sbloccare l’investimento.

Da 20 a 5 megawatt: un progetto già ridimensionato

La vicenda ha una storia lunga e complessa. Il progetto originario prevedeva una centrale geotermica da 20 megawatt, con un investimento stimato allora in circa 110 milioni di euro e una produzione annua prevista di 150 milioni di chilowattora. Ma le verifiche sulla risorsa geotermica avevano restituito risultati inferiori alle attese. Secondo quanto riportato negli atti regionali, la quantità di vapore effettivamente disponibile era risultata di 40 tonnellate all’ora, contro le 120 inizialmente previste: una quantità insufficiente per alimentare un impianto della potenza originaria.

Enel aveva così deciso di ridimensionare radicalmente il progetto, passando da 20 a 5 MW, un quarto della capacità iniziale. Non soltanto una riduzione della potenza, ma anche un cambiamento tecnologico: la nuova centrale sarebbe stata realizzata con un sistema a ciclo binario ORC (Organic Rankine Cycle), a reiniezione totale dei fluidi geotermici, progettato per evitare emissioni di processo in atmosfera.

La modifica aveva imposto un nuovo percorso autorizzativo. Enel Green Power Italia aveva presentato l’istanza nel marzo 2023 e nel maggio 2024 era arrivato il pronunciamento favorevole della Regione sulla compatibilità ambientale del progetto ridimensionato.

Dopo il primo ostacolo, di natura geologica, il progetto di Monterotondo si trova dunque di fronte a una seconda difficoltà, questa volta economica: senza il sostegno pubblico, la costruzione non parte.

La prima delle tre nuove centrali promesse alla Toscana

L’accordo del febbraio 2025 sulle concessioni geotermiche prevede, accanto all’ammodernamento degli impianti esistenti, la realizzazione di tre nuove centrali per una potenza aggiuntiva complessiva di 65 MW. Oltre a Monterotondo 2, il programma comprende Piancastagnaio 6 da 20 MW e Bagnore 5 da 40 MW, nel territorio di Santa Fiora.

A sollevare pubblicamente la questione è stato il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine, che il 3 novembre ha scritto a Enel Green Power, inviando la lettera per conoscenza anche alla Regione Toscana. Il primo cittadino chiede quattro chiarimenti: perché il GSE abbia escluso il progetto, se l’azienda intenda contestare il provvedimento, se parteciperà a un’eventuale nuova gara e quale sia il cronoprogramma aggiornato dell’investimento. «La centrale di Monterotondo è una delle tre nuove centrali previste dall’accordo tra Regione Toscana ed Enel Green Power, insieme a quelle di Piancastagnaio e Santa Fiora, e doveva essere la prima a partire», ricorda Termine. «Per questo l’esclusione dal FER 2 non può passare sotto silenzio. La nostra comunità ha bisogno di sapere cosa è successo e cosa succederà adesso».

Il sindaco contesta soprattutto il legame tra la realizzazione dell’impianto e i contributi pubblici: «Ora che quegli incentivi non ci sono, vogliamo sapere se la centrale si farà comunque. Un’azienda che guadagna così tanto da una risorsa pubblica non può far dipendere ogni investimento dai soldi pubblici».

Termine chiede inoltre il coinvolgimento della Regione e del presidente Eugenio Giani per sollecitare la programmazione della seconda asta FER 2. «Monterotondo non chiede favori», conclude il sindaco. «Chiede rispetto degli impegni e risposte chiare. La geotermia è la nostra storia e vogliamo che resti anche il nostro futuro».

Per il momento, però, la costruzione della centrale resta sospesa. Un investimento già ridimensionato da 20 a 5 megawatt si trova ora a dipendere dall’apertura di una nuova procedura pubblica di incentivazione, della quale non sono ancora noti tempi e condizioni. (redcm)

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