Nei primi cinque mesi del 2026 di fronte alla Camera di commercio di Firenze è aumentato del 20,5% l’avvio delle pratiche di conciliazione e il numero delle persone che, invitate dalla controparte, decidono di rispondere alla chiamata di fronte al mediatore, risposta che è volontaria. Le domande di conciliazione presentate sono state 82, in media più di una ogni due giorni, mentre 72 sono state le mediazioni chiuse. Liti su locazioni, contratti d’opera e condominiali sono state le materie per le quali si è ricorso di più allo strumento; calano del 29% le parti che disertano e non si presentano di fronte al mediatore.
Presso la Camera di commercio di Firenze la propensione delle parti a presentarsi al primo incontro di conciliazione è del 64,6% contro il 54,8% del dato nazionale. Superiore anche l’efficacia della mediazione: il tasso di accordo, calcolato sulle parti comparse, a Firenze è al 41,2% contro il 30,6% a livello nazionale. “Il trend di crescita è incoraggiante – afferma il presidente Massimo Manetti – e speriamo che si consolidi. La conciliazione è un metodo di risoluzione delle controversie snello, alternativo e conveniente rispetto al ricorso al giudice ordinario, che ha costi e tempi enormemente più alti”.
Oltre che andare incontro agli interessi delle parti, secondo Manetti la conciliazione “svolge una generale funzione sociale ed economica: contribuisce a decongestionare la giustizia ordinaria che è sovraccarica di procedure ed anche per questo soffre di lentezze esasperanti”. Inoltre il tentativo di conciliazione, “che in alcuni casi la legge rende obbligatorio prima di poter ricorrere al giudice – sostiene il segretario generale Giuseppe Salvini -, oltre ad essere più economico e breve rispetto alle procedure giudiziarie, si svolge in uno spirito di pacificazione meno traumatico per le imprese e quindi di minor ostacolo allo svolgimento delle loro attività”. (lt)
