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22 ottobre 2026

Aeroporto di Firenze, è il giorno del Tar: udienza sui ricorsi dei Comuni e dei comitati

In caso di rigetto, Toscana Aeroporti punta a chiudere il percorso autorizzativo del progetto entro la primavera.

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L’udienza fissata per oggi, giovedì 22 ottobre, davanti al Tar della Toscana segna una tappa importante per il futuro dell’aeroporto di Firenze. Sul tavolo c’è soltanto il destino del masterplan da 600 milioni di euro presentato da Toscana Aeroporti, con l’esame del provvedimento ministeriale che ha aperto la strada alla nuova pista. I ricorrenti chiedono l’annullamento del decreto Via-Vas n. 678 del 12 novembre 2025, con cui il ministero dell’Ambiente ha dichiarato compatibile il progetto con il Parco agricolo della Piana, e hanno depositato motivi aggiunti anche contro il decreto n. 253 del 2026, che ne ha modificato alcune condizioni.

La decisione arriverà più avanti (e poi, il secondo grado)

Il collegio della prima sezione del Tar non è chiamato a esprimersi sulla opportunità politica dell’ampliamento, ma sulla legittimità degli atti impugnati. In caso di accoglimento dei ricorsi, l’iter del masterplan potrebbe bloccarsi o dover essere ripreso con una nuova istruttoria. In caso di rigetto, Toscana Aeroporti punta a chiudere il percorso entro la primavera, con la comunicazione a Bruxelles e la conferenza dei servizi come passaggi successivi. Ma se oggi è il giorno dell’udienza, non sarà quello della sentenza: verosimilmente il collegio si riserverà di decidere, spostando il verdetto più in là. Senza contare che il ricorso al Consiglio di Stato della parte soccombente è probabilissimo; anche se, in caso di vittoria in primo grado di Toscana Aeroporti e di appello da parte dei contrari, l’iter del masterplan andrebbe avanti in attesa del secondo grado.

Il fronte contrario è guidato dai Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano, affiancati dalla Provincia di Prato e da associazioni ambientaliste. Il Comune di Prato, pur contrario all’ampliamento, ha deciso di non aderire al ricorso per ragioni tecniche, mantenendo però aperta la propria attenzione sul tema. Dall’altro lato, il Comune di Firenze si è costituito in giudizio a sostegno del masterplan, insieme a Toscana Aeroporti, alle categorie economiche, a società come Firenze Fiera e Pitti Immagine, soggetti culturali come Fondazione Palazzo Strozzi e Maggio Musicale Fiorentino, e aziende come Autogrill e Dufrital che hanno attività commerciali dentro il terminal.

Le contestazioni dei ricorrenti: procedura e ambiente

Il nodo, secondo i ricorrenti, è il contenuto delle valutazioni tecniche che hanno condotto alla dichiarazione di compatibilità ambientale. I Comuni parlano di mancanze istruttorie, procedurali e documentali che avrebbero portato a trascurare le questioni ambientali e a sottovalutare l’impatto dell’opera sulla Piana fiorentina. Al centro delle obiezioni c’è la trasformazione di un territorio fragile. I sindaci della Piana sostengono che la nuova pista alteri l’assetto idrogeologico di un’area già messa alla prova dalle recenti alluvioni, con ricadute sui sistemi di drenaggio e sulla gestione delle acque. A ciò si aggiunge la perdita di superfici del Parco agricolo, di aree umide e di zone ad alta qualità ecologica, elementi che i ricorrenti considerano irrinunciabili per la resilienza del territorio.

Un altro fronte riguarda la direttiva Habitat. Il sindaco di Calenzano ricorda che lo stesso decreto Via riconosce un contrasto con la normativa europea sulla tutela degli habitat: per procedere servirebbe quindi una deroga della Commissione europea, passaggio che i ricorrenti considerano ancora aperto e non risolto. I Comuni ricorrenti, inoltre, insistono su un punto politicamente e giuridicamente delicato: il nuovo masterplan riproporrebbe, secondo loro, l’essenza, le finalità e i limiti del progetto già annullato in passato dalla giustizia amministrativa. Le modifiche introdotte dal decreto ministeriale del 2026 non avrebbero, a loro avviso, sanato le criticità ma confermato i vizi procedurali già denunciati.

Per la società di gestione le vecchie mancanze non ci sono più

La difesa di Toscana Aeroporti ribatte che il percorso è stato lungo e partecipato: dibattito pubblico, istruttoria Via-Vas durata oltre quattro anni, prescrizioni vincolanti – che hanno fatto lievitare a 600 milioni l’entità dell’investimento – e un Osservatorio ambientale in cui siedono anche i Comuni. Atti con cui la società di gestione ritiene di “aver coperto tutte quelle che erano le mancanze nel precedente sviluppo aeroportuale”, ha affermato nei giorni scorsi Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti. Il Comune di Firenze sottolinea inoltre che il masterplan ridurrebbe consumo di suolo e impatto acustico rispetto allo scenario attuale.

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