Il primo sbarco di Ford Cortina a Livorno: era il 1967
Marzo 1967, banchina dell’Alto Fondale: il porto di Livorno registra lo sbarco delle prime Ford Cortina provenienti dallo stabilimento Ford in Gran Bretagna. Era la prima volta che lo scalo labronico acquisiva un traffico sistematico di nuove autovetture, aprendo un capitolo che avrebbe trasformato la città in uno dei principali hub automotive del Mediterraneo. Quelle Ford Cortina, parcheggiate in fila ordinata davanti alle gru del cantiere navale, rappresentavano l’inizio di un’era. L’Italia del boom economico aveva fame di automobili e Livorno, grazie alla sua posizione strategica e ai collegamenti ferroviari e stradali con il nord Italia, si candidava a diventare la porta d’ingresso ideale.
L’evoluzione infrastrutturale
Nei decenni successivi, il traffico crebbe progressivamente. La costruzione della Darsena Toscana, avviata nel 1976, fornì infrastrutture moderne per l’accoglienza delle navi Ro-Ro e dei car carrier. Parallelamente, negli anni ’90, si svilupparono le prime aree di stoccaggio retroportuali.
Nel 1995 si insediò a Livorno la prima Autorità Portuale d’Italia, un passaggio fondamentale per la pianificazione strategica. I successivi finanziamenti statali permisero di realizzare circa 2 km di banchine e 400.000 metri quadrati di piazzali, creando le basi per un traffico automotive di dimensioni industriali. I dati del traffico: un’onda lunga Il flusso delle auto nuove ha attraversato fasi alterne, mantenendo però un trend di crescita strutturale fino al picco del 2018.
Nel 2018 venne registrato il picco storico di 666.651 veicoli movimentati, trainato da uno sbarco di 534.597 unità e un imbarco di 131.737 unità. Il 70,6% di questo traffico è avvenuto tramite navi car carrier, mentre il restante 29,4% ha viaggiato su navi Ro- Ro.

Il Faldo, cuore nevralgico della logistica
Oggi il porto di Livorno dispone di un terminal Ro-Ro dotato di 1.741 metri di banchina, 477.060 m² di area terrestre, capacità di stoccaggio istantaneo per 6.000 auto e una potenzialità di movimentazione annua di 1.200.000 unità. In questo contesto, la Cilp (Compagnia Impresa Lavoratori Portuali) gestisce circa 320.000 automobili all’anno su superfici terminalistiche di circa 215.000 m². Il vero cuore della distribuzione è però l’Autoparco “Il Faldo” a Vicarello. Questa imponente piattaforma logistica retroportuale si estende su circa 700.000 metri quadrati, è collegata direttamente al porto tramite la superstrada Fi-Pi-Li, possiede un raccordo ferroviario interno a due binari e può ospitare fino a 30.000 veicoli alla massima capacità. Il biennio 2024-2025 ha segnato una svolta anche per il Faldo. Nel 2022 l’area era passata alla gestione di Autotrade & Logistics (gruppo Koelliker), che nel 2024 ha attraversato una grave crisi finanziaria con procedura di composizione negoziata, cassa integrazione e rischio di licenziamenti per 67 dipendenti. Nel 2025 la gestione è stata acquisita da XCA (Arcese Group), che ha rilevato l’intera piattaforma logistica, garantendo continuità operativa a uno dei nodi più strategici del settore.
La rivoluzione su ferro: il nuovo asse con il Mezzogiorno
Nel panorama della logistica merci e del trasporto di veicoli finiti, il porto di Livorno riafferma con forza la propria leadership nel bacino del Mediterraneo attraverso l’attivazione di un nuovo corridoio ferroviario, nato dalla cooperazione tra Automar e FS Logistix (società d’intermediazione del Polo Logistica del Gruppo FS). Si tratta ben più di un semplice incremento di corse: è la consacrazione dello scalo labronico quale piattaforma intermodale di riferimento per l’intero comparto automotive nazionale ed europeo. La linea, che unisce Livorno all’hub di Pontecagnano (Salerno) e al gateway marittimo di Gioia Tauro, posiziona lo scalo toscano al centro di un sistema integrato mare-ferrovia progettato per rispondere alle sfide di efficienza e decarbonizzazione poste dal mercato. A fare da motore operativo è proprio il piazzale Il Faldo, nodo logistico di primaria importanza collegato direttamente alla rete ferroviaria e in stretta sinergia con i moli commerciali.
L’infrastruttura consente una movimentazione fluida e standardizzata di centinaia di autovetture al giorno, con un’integrazione Ro-Ro impeccabile: le vetture sbarcate dalle navi Roll-on/Roll-off delle principali compagnie possono transitare direttamente dalle banchine ai carri ferroviari bisarca, eliminando i colli di bottiglia nei tempi di giacenza in porto. La struttura circolare del collegamento (Livorno–Pontecagnano–Gioia Tauro–Livorno) garantisce inoltre la saturazione del carico sia in tratta di andata che di ritorno, azzerando le inefficienze dei viaggi a vuoto e massimizzando la redditività operativa dell’asse.
Una cerniera logistica tra Oriente ed Europa
L’operazione trasforma Livorno nel terminale naturale dei flussi provenienti dal Far East e diretti ai mercati di consumo del Centro-Nord Italia ed Europa Centrale. Le navi oceaniche cariche di vetture provenienti dall’Asia trovano a Gioia Tauro il primo punto d’approdo strategico; da lì, grazie alla trazione elettrica fornita da Mercitalia Rail, le merci viaggiano veloci e sostenibili su rotaia fino alle banchine di Livorno. Si evita così la circumnavigazione della penisola, riducendo drasticamente sia i lead time di consegna che il consumo di carburante navale.
Gli scenari attuali e uno sguardo al futuro
I dati ufficiali dell’AdSP dell’Alto Tirreno evidenziano che il 2024 ha risentito della difficile congiuntura internazionale dell’automotive. Il presidente dell’Authority, Luciano Guerrieri, prima che gli succedesse Davide Gariglio, al momento della pubblicazione dei dati, ha commentato in maniera rassicurante. Nonostante la frenata delle auto, il contesto generale del porto resta solido: si registrano infatti 29,4 milioni di tonnellate di merci complessive, il record storico di 3,3 milioni di passeggeri sui traghetti e ben 864.133 crocieristi (+23,2%). La consolidata cultura automotive della manodopera locale, il know-how degli operatori storici e l’attivazione di nuove sinergie — come i servizi di linea container dell’alleanza Gemini e l’espansione delle rotte Ro-Ro verso l’Africa e gli Stati Uniti con player in forte crescita come Sallaum Lines — confermano che lo scalo labronico ha le carte in regola per affrontare le sfide del mercato globale.
L’integrazione del Porto di Livorno nel corridoio Automar–FS Logistix dimostra come la sinergia tra armatori, operatori terminalistici e il polo pubblico della logistica su ferro sia l’unica strada percorribile per garantire competitività alle catene di fornitura. Per Livorno, si tratta dell’ennesima conferma: lo scalo non si limita a subire i cambiamenti del mercato automotive, ma ne detiene saldamente la regia. Dalle prime Ford Cortina del 1967 a oggi, la strada percorsa è stata molta: da semplice punto di sbarco, Livorno è diventata un hub logistico integrato, intermodale e sostenibile. E quella vecchia fotografia in bianco e nero rimane il simbolo del momento in cui il destino “automotive” del porto è cambiato per sempre.
(*) consulente marittimo
Angelo Roma (*)
