Crescere attraverso le aggregazioni senza perdere l’identità dei territori. Italian Wine Brands (IWB), gruppo presente anche in Toscana a Cetona, nel Senese, con Barbanera e Tenuta Le Forconate, indica questa strada al vino italiano per affrontare mercati internazionali sempre più competitivi. A sostenerlo è stato il presidente e amministratore delegato Alessandro Mutinelli, intervenuto al convegno SIDEA-SIEA-CeSET in corso fino al 4 settembre al Campus di Novoli dell’Università di Firenze.
IWB, il maggiore gruppo vinicolo italiano quotato in Borsa, distribuisce circa 160 milioni di bottiglie in oltre 95 Paesi e dispone di un portafoglio di oltre 70 marchi propri e private label. La crescita è avvenuta anche attraverso acquisizioni e aggregazioni di aziende, mantenendone marchi e identità.
«Identità e scala possono convivere»
Secondo Mutinelli, la frammentazione che caratterizza il vino italiano rappresenta un valore in termini di specializzazione e legame con il territorio, ma può diventare un limite quando le aziende devono confrontarsi con i mercati globali. La maggiore dimensione consente invece di mettere in comune strumenti e competenze nella produzione, nella logistica, nella finanza, nel digitale, nel marketing internazionale e nella distribuzione. «Nel vino non dobbiamo scegliere tra piccolo e grande, tra identità e scala», ha sottolineato Mutinelli. L’innovazione, inoltre, non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche organizzazione, capacità manageriale, utilizzo dei dati e sviluppo dei brand. «La grande dimensione deve servire a portare più lontano l’identità dei nostri territori, non a sostituirla», ha concluso Mutinelli. (redcm)
