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22 giugno 2026

Takeda sposta produzioni da Pisa a Vienna, 67 lavoratori in somministrazione verso il licenziamento

Cessa il rapporto di lavoro tramite Adecco. L’assemblea del 24 giugno deciderà le azioni, mobilitazione in vista.

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Sessantasette lavoratrici e lavoratori in somministrazione impiegati presso Takeda Manufacturing Italia di Pisa – azienda farmaceutica leader mondiale nella produzione dei derivati del plasma – hanno ricevuto o riceveranno la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro tramite Adecco, a seguito della decisione aziendale di trasferire una parte delle attività produttive dal sito di Pisa a quello di Vienna. Già nella giornata di oggi 37 di loro hanno ricevuto la lettera di cessazione. La notizia ha scatenato la reazione immediata di Filctem e Nidil Cgil di Pisa, che esprimono “forte preoccupazione e profonda contrarietà” per una scelta che definiscono “calata dall’alto di una multinazionale giapponese”. Una decisione che arriva dopo un periodo contraddistinto da notevoli investimenti sul sito di Pisa.

Cgil: “Promesse di stabilizzazione mai mantenute”

Filctem e Nidil Cgil sottolineano la contraddizione tra i recenti apprezzamenti espressi dall’azienda sulla qualità dei lavoratori e la decisione di colpire proprio loro per primi. Nonostante “le promesse, mai mantenute, di una graduale stabilizzazione delle loro posizioni”, sono i lavoratori in somministrazione – presenti in azienda da molti anni – a pagare il prezzo di scelte decise a livello di gruppo. “Rifiutiamo la logica per la quale si scaricano sui lavoratori più deboli e più ricattabili le conseguenze di gestioni che, in nome del profitto di pochi, sacrificano la vita di 67 famiglie“, si legge nel comunicato delle organizzazioni sindacali.

I sindacati chiedono a Takeda di stoppare il progetto di delocalizzazione, avvertendo che esso “inevitabilmente impoverirà tutto il sito di Pisa con gravi future conseguenze per tutto l’organico”. Chiedono inoltre l’annullamento delle cessazioni dei contratti già notificate oggi, prima che siano state valutate tutte le possibili alternative per la tutela dei livelli occupazionali e reddituali. La posizione è netta: “La delocalizzazione di attività produttive non può tradursi automaticamente nella perdita di decine di posti di lavoro, senza che siano state esplorate tutte le possibili soluzioni alternative e senza un vero confronto con le organizzazioni sindacali“. L’assemblea sindacale convocata per mercoledì 24 giugno deciderà le azioni da intraprendere a tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori del sito di Pisa. (lt)

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