Ianumind, il dispositivo portatile per rilevare i segnali fisiologici inviati dal corpo
Sovraccarico di lavoro, scadenze pressanti, pensieri personali che si affollano: il cuore accelera, la sudorazione aumenta e la lucidità sfuma. È il segnale: è arrivato il momento di fermarsi e fare un bel respiro. Ma quanti di noi riescono a raggiungere questa consapevolezza prima che lo stress opprima ogni facoltà vitale?
È da questa riflessione che è nata Ianumind, startup legata al Polo Tecnologico di Navacchio. Il nome affonda le sue radici nella divinità romana Giano Bifronte, nota in latino come Ianus, il dio capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro. L’idea è proprio quella di guardare dentro e fuori la persona, interpretando i segnali del corpo in base al contesto e a ciò che si sta vivendo in quel momento. L’intuizione nasce dopo anni di ricerca e sviluppo su tecnologie avanzate all’interno di Henesis, realtà attiva anche in ambito medicale. A seguito di momenti di forte tensione emotiva vissuti in prima persona, i fondatori hanno deciso di riconvertire quel patrimonio tecnologico per creare uno strumento al servizio del benessere psicofisico.

Il portatile indossabile che dà l’alert
Il dispositivo è pensato per essere letteralmente a portata di mano: versatile, indossabile al dito, agganciato alle chiavi o alla borsa. «Siamo continuamente tempestati da notifiche e stimoli che generano il cosiddetto technostress. Ianumind nasce con la filosofia opposta: non volevamo una tecnologia invasiva che ti controlla costantemente, ma un dispositivo da utilizzare solo al bisogno, come un’evoluzione intelligente della classica pallina antistress», spiega Francesca Sernissi, Chief Business Officer della startup. Per questo motivo, l’applicazione collegata non invia notifiche automatiche: è l’utente, quando avverte la necessità di ricentrarsi, a prendere in mano il dispositivo.
Appoggiando il pollice sul sensore, con un gesto simile a quello di un pulsossimetro, il wearable rileva in tempo reale le alterazioni del sistema nervoso autonomo attraverso gli indicatori delle dinamiche cardiache e della pelle. Quando lo stress sale, interviene l’applicazione: un coach virtuale guida l’utente in sessioni di respirazione e regolazione personalizzate. «Spesso bastano anche solo tre minuti per ripristinare i valori ottimali e recuperare le energie mentali», sottolinea Sernissi.
Le applicazioni in azienda e nello sport
Il modello di Ianumind unisce tecnologia e competenze umane: il percorso prevede infatti una prima fase di affiancamento con coach e formatori partner, che guidano l’utente all’autoregolazione e utilizzano il dispositivo per tracciare la mappa emozionale della persona. Le applicazioni spaziano dal mondo aziendale a quello sportivo: dalla preparazione al parlare in pubblico al supporto nelle negoziazioni commerciali complesse.
Pur puntando in futuro a una certificazione medicale, oggi Ianumind si focalizza sulla prevenzione e sulla presa di consapevolezza, fermandosi prima della soglia clinica di disturbi come il burnout o l’ansia patologica. La realtà è già concretamente presente sul mercato attraverso il canale B2B e una fase di prevendita, collaborando a stretto contatto con coach e formatori sia in ambito aziendale sia sportivo.
La startup si è rivolta inizialmente a una clientela più evoluta, composta sia da privati sia da professionisti. Ora punta ad allargare il mercato al grande pubblico e ha aperto sul proprio sito una lista d’attesa per raccogliere le manifestazioni di interesse dei potenziali clienti. (5-continua)
Verdiana Corbianco
