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19 ottobre 2026

Caro gasolio, agricoltori toscani in piazza: «Costi fuori controllo, servono aiuti»

Lunedì 19 ottobre la protesta di Coldiretti davanti al Consiglio regionale a Firenze. I rincari pesano fino a 250 euro per ettaro coltivato e sono già costati 40 milioni agli allevatori.

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Il caro carburante riporta gli agricoltori toscani in piazza. Oggi lunedì 19 ottobre, dalle ore 10, Coldiretti manifesterà davanti alla sede del Consiglio regionale, in via Cavour 2 a Firenze, per chiedere risorse straordinarie contro l’impennata dei costi di produzione e un’accelerazione degli impegni assunti dopo la manifestazione del 25 febbraio scorso. Una mobilitazione che, avverte l’organizzazione, è pronta a trasformarsi in un presidio se dalla Regione non arriveranno impegni concreti e rapidi.

La protesta si inserisce in un’ondata di manifestazioni che sta interessando diverse regioni italiane, dalla Puglia alla Calabria, e che coinvolge anche il settore dell’autotrasporto. Al centro delle contestazioni ci sono il prezzo del gasolio e i rincari di concimi, fertilizzanti ed energia, che stanno comprimendo i margini delle imprese.

Il gasolio agricolo è quasi raddoppiato

Secondo un’analisi diffusa da Coldiretti, basata sulle quotazioni della Camera di commercio di Milano, dall’inizio della crisi in Iran il prezzo del gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro a 1,62 euro al litro, con punte che in alcune aree hanno raggiunto 1,75 euro. Un incremento vicino al 90%, che si ripercuote direttamente sui costi delle lavorazioni agricole, e che si aggiunge al forte rincaro dei fertilizzanti.

«Costi di produzione fuori controllo e margini di sopravvivenza in caduta libera», denuncia Coldiretti Toscana, che avverte del rischio per la capacità delle imprese di continuare a produrre. «L’esplosione dei prezzi di gasolio, concimi e fertilizzanti – spiega l’organizzazione – travolge in maniera trasversale migliaia di agricoltori e tutte le principali filiere agricole e agroalimentari del Made in Tuscany».

L’allarme riguarda le produzioni di verdura, frutta, grano, olio, latte, carne e vino. Secondo Coldiretti, le spese necessarie a sostenere le attività agricole stanno superando le prospettive di utile, mettendo in difficoltà soprattutto le aziende più esposte ai costi energetici.

Un segnale preoccupante arriva anche dal mercato dei mezzi tecnici necessari per preparare e lavorare i terreni. Coldiretti segnala un crollo delle vendite degli input produttivi, proprio mentre si avvicina la nuova campagna cerealicola e le aziende programmano la prossima stagione.

I rincari nelle campagne toscane: 250 euro in più per ettaro

L’impennata dei costi ha già avuto pesanti ripercussioni sulle aziende agricole toscane. Secondo le stime diffuse da Coldiretti Toscana, nei primi quattro mesi del conflitto in Iran i maggiori costi di produzione hanno raggiunto 250 euro per ettaro coltivato. Particolarmente colpito il settore zootecnico: già a maggio l’organizzazione aveva stimato in 40 milioni di euro i rincari sostenuti complessivamente dagli allevatori toscani in appena due mesi, pari a circa 3.600 euro per azienda. Due dati che fotografano la pressione esercitata dall’aumento dei prezzi di carburanti, energia e altri fattori produttivi sui bilanci delle imprese agricole regionali.

Le proteste dal Sud al Centro Italia

La mobilitazione toscana arriva dopo giorni di proteste in altre regioni. In Puglia, il 14 ottobre, Coldiretti ha organizzato una manifestazione a Bari alla quale, secondo l’associazione, hanno partecipato cinquemila agricoltori, chiedendo interventi urgenti per il settore. Nel Foggiano e in Calabria si sono registrati presidi e proteste di agricoltori e autotrasportatori. Nuove iniziative sono state annunciate anche in Abruzzo, mentre in Umbria Coldiretti ha presentato alla Regione un documento con richieste di intervento sul costo del gasolio agricolo.

Gli aiuti nazionali e le risposte delle Regioni

A livello nazionale sono state previste misure di sostegno per contenere i maggiori costi sostenuti dalle imprese agricole, tra cui un credito d’imposta fino al 20% delle spese ammissibili per il carburante agricolo e interventi sul caro fertilizzanti. Coldiretti ha inoltre annunciato l’attivazione di oltre 136 milioni di euro di risorse europee e nazionali destinate a compensare parte degli aumenti dei concimi.

Ma le organizzazioni agricole chiedono ulteriori interventi, anche a livello regionale. Nel Lazio sono stati annunciati 10 milioni di euro per il gasolio agricolo, mentre l’Emilia-Romagna ha previsto un intervento da oltre 2,8 milioni per i fertilizzanti. Nelle Marche Coldiretti ha sollecitato misure analoghe per alleggerire il costo del carburante.

È in questo quadro che si inserisce la protesta di Firenze. Coldiretti Toscana chiede che la Regione affianchi agli strumenti nazionali risorse proprie, capaci di ridurre nell’immediato la pressione dei costi sulle aziende. (redcm)

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