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22 ottobre 2026

Fondazione Mps, la deputazione generale decide domani la posizione sul piano di Lovaglio (che attacca Coppini)

All’ordine del giorno la posizione sulla strategia impostata dall’ad del Monte. Dopo le polemiche su Intesa ipotesi astensione.

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Mps

Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Banca Mps

Si riunisce domani alle 14.30, nella sede storica di Palazzo Sansedoni, la deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, l’organo chiamato a dare l’indirizzo all’ente in vista dell’assemblea degli azionisti di Banca Mps – di cui l’ente, passati i fasti di un tempo, detiene lo 0,2% – convocata per il 29 ottobre. Due i punti all’ordine del giorno: il documento programmatico previsionale 2027 e, appunto, la posizione della Fondazione sul piano approntato dall’amministratore delegato di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio, sottoposto per punti al voto dell’assemblea.

Proprio Lovaglio è intervenuto direttamente a proposito della presa di posizione del presidente della Fondazione, Riccardo Coppini, che nei giorni scorsi aveva espresso parere favorevole all’Opas di Intesa Sanpaolo, attirando critiche dai sindacati e dalle istituzioni locali prima della retromarcia. “Ho molto apprezzato il sostegno delle istituzioni locali – ha dichiarato Lovaglio, intervistato dal Tgr Rai della Toscana – e in particolare ho anche apprezzato la tempestività con cui hanno reagito alla presa di posizione personale del presidente della Fondazione Monte dei Paschi, che è una posizione insolita sia nei tempi che nei modi ed espressa al di fuori dei processi collegiali previsti“.

Ipotesi astensione per l’assemblea di Rocca Salimbeni

La deputazione amministratrice della Fondazione, riunitasi il 20 ottobre, ha confermato all’unanimità che ogni decisione dell’ente sulle operazioni straordinarie, compresa l’eventuale adesione o meno all’Opas di Intesa Sanpaolo, verrà presa solo dopo l’indirizzo della deputazione generale del 23 ottobre. Una decisione che non si annuncia scontata, anche se circola la voce di una scelta di compromesso, ossia l’astensione all’assemblea degli azionisti del 29 ottobre, una scelta analoga a quella adottata per l’assemblea sul rinnovo del Cda la primavera scorsa, e una strada che consentirebbe alla Fondazione di non schierarsi apertamente né a favore né contro l’offerta di Intesa Sanpaolo.

Per Lovaglio l’offerta di Intesa Sanpaolo è “un’operazione che di fatto disaggrega Monte dei Paschi senza sapere cosa rimane e cosa si perde”, perché “l’Antitrust deve ancora decidere quali e quante filiali resteranno in Intesa” per effetto dell’accordo con Unipol in caso di successo dell’Opas. Tuttavia, ha osservato, “l’assemblea ancora non si è tenuta” per cui “la partita non si può considerare chiusa”. E sulla fusione con Mediobanca l’ad di Mps ha detto di aspettarsi “un voto favorevole” dei soci, “quindi ho fiducia che chi ha sostenuto il nostro progetto fin dall’inizio e chi ha a cuore la creazione di valore per il nostro gruppo voterà coerentemente a favore”.

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