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12 agosto 2026

Turismo, il caldo spinge la montagna toscana: luglio record e agosto è iniziato bene

Ripensare il modello del turismo montano: più estate e meno inverno. Sull’Amiata gli impianti di risalita riadattati per le attività estive.

Carlo Pellegrino
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La Toscana scopre il valore della quota. Se le città d’arte e le zone costiere boccheggiano, alle prese con le elevate temperature estive, le località montane registrano un’attenzione crescente da parte dei turisti. Le presenze sono in crescita: luglio è andato molto bene e agosto è iniziato sulla stessa linea. Un fenomeno favorito dal meteo, ma sostenuto anche da una progressiva trasformazione dell’offerta e delle abitudini di chi viaggia.

Il quadro climatico e le abitudini dei viaggiatori

Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana e Confturismo Confcommercio Toscana, evidenzia l’impatto diretto delle temperature sul settore. «I cambiamenti climatici e le ondate di calore sono ormai diventati il nuovo standard delle ultime estati – spiega Barbetti – Il Mediterraneo è tra le aree più esposte e la Toscana tra le regioni più colpite dall’aumento medio delle temperature. Questo fenomeno comporta evidenti modifiche dal punto di vista turistico: si cerca di scappare verso il verde e verso la montagna, spingendosi intorno ai mille metri d’altitudine per trovare refrigerio». Sulle cause profonde di questo spostamento, Barbetti invita alla cautela: «I motivi verranno approfonditi con i dati consuntivi, ma è chiaro che il caldo soffocante si avverte sia in città che al mare, mentre sopra i mille metri le condizioni sono decisamente più favorevoli. Resta da capire se si tratti solo di una reazione temporanea al meteo o di una vera scelta ideologica e culturale verso un turismo più green, orientato alla campagna e all’ambiente».

Daniele Barbetti (Federalberghi e Confcommercio), e Francesco Giannerini (Assoturismo Confesercenti)

Ripensare la montagna tra estate e inverno

La spinta estiva rappresenta un’opportunità cruciale per territori che affrontano le incognite delle stagioni fredde. «La montagna d’inverno fa più fatica, con una presenza della neve ormai episodica e difficilmente prevedibile e con un numero di giorni innevati in calo – osserva Barbetti – È quindi maturo il tempo per ripensare la proposta turistica montana. La Toscana può giocare la sua partita grazie a destinazioni di assoluto pregio come Amiata, Abetone e Vallombrosa, ma anche Garfagnana e Casentino, che nel periodo estivo diventano estremamente appetibili». I riscontri sul prodotto montagna risultano positivi su più fronti, seppur con diversi gradi di intensità. «Oltre al fresco servono i servizi – ribadisce il presidente di Federalberghi e Confturismo Toscana – È necessario un ripensamento attivo attraverso le esperienze che il territorio offre, dalla sentieristica all’escursionismo fino alle ciclopedalate. Un modello interessante è quello dell’Amiata, dove si è lavorato sull’adattamento degli impianti di risalita per le attività estive. La vera sfida non è parlare genericamente di rivincita della montagna, ma creare per le aree montane e interne una stagione turistica continua, superando la discontinuità che rende difficile organizzare l’offerta».

Il movimento dei flussi e i dati del territorio

Sulle tendenze in atto interviene anche Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana, confermando le dinamiche riscontrate sul campo. «I dati provvisori confermano uno spostamento dei flussi turistici dal mare e dalle città verso la montagna, con una tendenza che si è fatta più marcata nel mese di luglio rispetto a giugno – dichiara Giannerini – Si tratta di una risposta diretta alle alte temperature. I riscontri emersi dai sondaggi sulla clientela indicano un luglio discreto e in miglioramento per le strutture montane». Giannerini analizza inoltre le specificità della ricettività in quota: «A differenza della costa, dove i campeggi hanno un peso rilevante, in montagna l’offerta è costituita principalmente da hotel – spiega il presidente – Le strutture all’aperto sono numericamente inferiori, anche perché la stagione estiva in quota è più breve e l’inverno non si presta a questo tipo di ricettività. Le montagne toscane stanno dimostrando di sapersi riorganizzare con intelligenza per attrarre visitatori anche al di fuori della stagione sciistica».

Riscoperta dei borghi e turismo internazionale

L’attenzione per la montagna si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione dei territori meno centrali. «La riscoperta dei borghi e delle aree interne è un fenomeno già iniziato nel periodo post-Covid – conclude Giannerini – Pur senza registrare afflussi di massa, queste zone continuano a essere apprezzate e riscoperte, anche da parte dei turisti stranieri che ne ricercano l’autenticità e il contatto con la natura».

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Carlo Pellegrino

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