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24 marzo 2026

Trasteel prende in affitto il ramo d’azienda di Liberty Magona (in attesa di acquisirla)

La soluzione assicurerebbe la continuità aziendale in attesa del trasferimento delle quote. Gli ostacoli da superare.

L'ingresso dello stabilimento Liberty Magona di Piombino

L'ingresso dello stabilimento Liberty Magona di Piombino

Non si scioglie ancora il nodo del passaggio di proprietà dell’acciaieria Magona (500 dipendenti) dal gruppo Liberty Steel alla società svizzera Trasteel, diretto a salvare la storica azienda di acciai piani di Piombino dopo che l’azionista anglo-indiano è finito in difficoltà finanziaria e ha aperto la composizione negoziata della crisi.

Al tavolo ministeriale si è aperto lo spiraglio

Al tavolo che si è tenuto oggi, 24 marzo, al ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo i rinvii delle scorse settimane, alla presenza di istituzioni e sindacati, non è stato firmato il contratto preliminare per la cessione, atteso prima di tutto dai dipendenti, ma si è aperto lo spiraglio dell’affitto del ramo d’azienda che Trasteel sembra intenzionato a sottoscrivere in attesa del passaggio di proprietà. La soluzione si è resa necessaria dopo che il curatore fallimentare della banca Greensill, principale finanziatore di Liberty Steel, ha respinto l’offerta della società svizzera – vicina ai 30 milioni di euro – presentata per l’acciaieria.

Si cercherà di superare gli ostacoli rimasti

All’operazione stanno lavorando ora i legali delle due società, con la speranza di arrivare alla definizione. La soluzione permetterebbe di mantenere la continuità aziendale e alimenterebbe le speranze dei lavoratori, oggi in cassa integrazione. “Le difficoltà emerse nelle ultime settimane – dichiara il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari – non hanno portato Trasteel a rinunciare all’operazione ma piuttosto a lavorare per individuare soluzioni più solide, anche a tutela dell’azienda e dei lavoratori”. Il Comune di Piombino assicura che vigilerà sul pagamento degli stipendi “che restano la priorità assoluta. – conclude il sindaco -. Piombino ha bisogno di certezze, non di attese indefinite, ed è su questo che continueremo a chiedere risposte chiare e tempi definiti”. Il tavolo ministeriale tornerà a riunirsi il 10 aprile.    

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