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04 maggio 2026

Tirrenica, progetti pronti ma Anas deve ancora acquistarli da Sat

Raddoppio dell’Aurelia in Maremma, parla il presidente della Regione Giani: “Contenzioso tra le due società non ancora risolto”.

Carlo Pellegrino
L'Aurelia al bivio di Capalbio Scalo

L'Aurelia al bivio di Capalbio Scalo

In Maremma da mesi non si parla d’altro. La priorità delle priorità, come una volta veniva chiamata la statale Grosseto-Siena ormai faticosamente prossima al completamento del raddoppio, è diventata l’Aurelia. La strada statale 1, a Sud di Grosseto, è una vergogna nazionale in cui si continua a morire in attesa di un ammodernamento inevitabile. Soprattutto a Capalbio, dove il sindaco Gianni Chelini, esasperato, continua a fare una “macabra contabilità dei morti”.

La polemica politica a Grosseto

Così la cosiddetta Tirrenica è diventata il principale terreno di scontro politico. Al centro della polemica si stagliano i recentissimi attacchi sferrati dal Partito Democratico: il capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, e la consigliera regionale Lidia Bai hanno puntato il dito contro il Ministero delle Infrastrutture, accusando il dicastero guidato da Matteo Salvini di aver sostanzialmente congelato l’opera e determinato un pericoloso stallo nei finanziamenti. Tuttavia, ridurre la questione a un battibecco tra schieramenti attuali sarebbe fazioso. La realtà che i cittadini della provincia di Grosseto conoscono bene è che la situazione va avanti così da oltre trent’anni. In questo lungo arco di tempo si sono succeduti governi di ogni colore e segno politico, ma il Corridoio Tirrenico – per mancanza di soldi, certo, ma anche per talvolta miopi battaglie locali e ambientaliste – è rimasto una chimera e in Maremma si continua a morire tra incroci a raso e tratti a una sola corsia completamente inadeguati.

Le promesse di Prato e il nodo di Capalbio

Uno spiraglio di ottimismo, dopo la protesta dei sindaci della Maremma a Capalbio il 17 aprile, era stato aperto pochi giorni dopo a Prato, durante un incontro organizzato da Confindustria. In quell’occasione, il ministro Matteo Salvini aveva assicurato il finanziamento di alcuni interventi prioritari sul tracciato, tra cui spicca la realizzazione di un cavalcavia nel comune di Capalbio per eliminare i pericolosissimi incroci a raso. Proprio il raddoppio del tratto ricadente in quel Comune rappresenta uno dei punti nevralgici per la sicurezza della zona e l’assoluta priorità per i lavori di ammodernamento.

Giani tra pragmatismo e scetticismo

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, raggiunto telefonicamente, offre una lettura equilibrata. «I concetti espressi dal ministro Salvini – spiega il presidente della Regione – prospettano un impegno a mettere finalmente delle risorse da parte dello Stato nel primo atto di modifica finanziaria, quindi attendiamo fiduciosi». È ovviamente presto per parlare di tempi. «Impossibile ipotizzarli – afferma Giani – c’è semplicemente una dichiarazione ai giornali, esattamente la stessa che il ministro fece tre anni fa, non è stato detto né quanto, né quali tratti: possiamo solo aspettare i passaggi in Aula e in Parlamento». Tutto come è sempre stato, quindi? «La novità rispetto agli ultimi 35-40 anni – risponde il governatore – è che ora i progetti ci sono e si sono concretizzati almeno per i due lotti da Pescia Fiorentina ad Ansedonia e da Ansedonia ad Albinia, avendo poi sempre presente la progettualità tra Albinia e Fonteblanda». Nel mezzo ci sono i 15 chilometri tra Capalbio Scalo e Ansedonia, i più pericolosi, dove l’ultimo incidente mortale si è verificato appena un mese fa.

Uno degli ultimi gravi incidenti a Capalbio

Il nodo dei progetti

I soldi serviranno, certamente, ma Giani sa bene che il primo scoglio è un altro. «Salvini – spiega ancora il presidente della Regione – ha detto che occorre risolvere il contenzioso tra Sat, che aveva realizzato un progetto e aveva ottenuto la concessione, e Anas. E da quello che ho dedotto la situazione deve essere ancora risolta». Perché al momento non conta solo la volontà politica, ma un complesso iter burocratico e valutativo per il passaggio dei progetti. Lo ha spiegato chiaramente il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, quando – lo scorso 15 aprile – ha risposto a un’interrogazione del citato Marco Simiani (Pd). «Lo scorso 7 gennaio – ha ricordato il sottosegretario – il Ministero ha compiuto un passo avanti trasmettendo il contratto per l’affidamento del servizio di verifica del progetto di valorizzazione dei costi sostenuti da Sat. Le attività volte all’acquisizione da parte di Anas dei progetti redatti da Sat per il collegamento Tarquinia-San Pietro in Palazzi sono ulteriormente proseguite ed è stata individuata la società di revisione incaricata di quantificare i costi di progettazione e diritti d’autore. Grazie a questo avanzamento sarà possibile procedere con maggiore rapidità verso l’avvio dei lavori di riqualificazione e potenziamento di un’arteria stradale di rilevanza strategica».

Tempi incerti

Cosa significhi “maggiore rapidità”, per un’opera attesa da decenni come la Tirrenica, non è dato sapere. Per adesso non hanno aiutato né la nomina a commissario straordinario per la realizzazione dell’opera di Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, né il fatto che la Regione Toscana per la prima volta abbia inserito l’Aurelia tra le priorità nazionali sacrificando alcune arterie del Nord, con la promessa di un finanziamento. «Quanto al raddoppio del tratto ricadente nel Comune di Capalbio – ha aggiunto Ferrante – il raddoppio è già previsto nel progetto sviluppato dalla società Sat: al fine di ottimizzare i tempi, risulta più opportuno valorizzare e proseguire nell’ambito della progettazione già redatta in corso di acquisizione».

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Carlo Pellegrino

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