Il progetto della nuova pista dell'aeroporto di Firenze
Gli stagni della Piana fiorentina e pratese non sono “habitat prioritario”, ovvero non sono ricompresi tra i siti della Rete Natura 2000. Per questo motivo, il decreto per la valutazione d’impatto ambientale della nuova pista dell’aeroporto di Firenze del 12 novembre 2025 non dovrà essere sottoposto a un nuovo giudizio dell’Unione Europea: sarà invece sufficiente comunicare all’Ue le misure di compensazione ambientale previste. Il pasticcio, anticipato da T24 il 17 febbraio scorso, è stato risolto con l’emanazione di un nuovo decreto del Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero della Cultura, firmato dal direttore generale Valutazioni Ambientali Gianluigi Nocco e dal direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio Fabrizio Mangani: decreto che rettifica quello del 12 novembre 2025. Dunque un punto a favore della nuova pista: sarà sufficiente una semplice comunicazione a Bruxelles per rendere efficaci le indicazioni della valutazione d’impatto ambientale e convocare la Conferenza dei Servizi.
La richiesta dell’Enac
A chiedere la rettifica del precedente decreto era stata l’Enac – l’ente nazionale per l’aviazione civile – il 27 novembre scorso segnalando che “non essendo presenti presso il sito in esame habitat o specie prioritari, il caso in esame non rientra nella parte 2 del paragrafo 6 della Direttiva Habitat”, cioè quella che subordina gli interventi a un pronunciamento della Commissione Europea. “Piuttosto – aveva sostenuto l’Enac – è compreso nella parte 1 dell’articolo 6 paragrafo 4 che prevede la sola informazione della Commissione Europea sulle misure compensative adottate, senza la necessità di giudizio”. Dello stesso tenore il parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas che, il 23 febbraio scorso, ha confermato gli Stagni della Piana come “non prioritari”: “Il Piano non contempla perdite dirette e abbattimenti di specie animali prioritarie che, al più, devono intendersi esposte a fattori di disturbo indiretto generati dall’esercizio aeronautico e non già a eliminazione o soppressione diretta da parte del Masterplan”. Da qui la proposta della Commissione di rettificare il precedente parere del 1° settembre 2025, da cui è scaturita l’emanazione del decreto correttivo.
Adesso la procedura è spianata, almeno lato Europa. Ma restano i ricorsi al Tar presentati da Comuni della Piana e associazioni ambientaliste, che saranno discussi il 22 ottobre. (cm) notizia in aggiornamento