Il ministro Matteo Salvini a Prato
La lista delle infrastrutture mancanti è lunga, ed è esattamente la stessa di 20 anni fa: la Toscana aspetta la nuova pista dell’aeroporto di Firenze, la stazione ferroviaria dell’Alta velocità, la Darsena Europa per ampliare il porto di Livorno, una superstrada decente e meno pericolosa lungo la costa tirrenica, gli assi viari di Lucca, la terza corsia sull’autotrada A11 tra Firenze e Pistoia.
Le richieste al ministro
Sono strade, autostrade, ferrovie e aeroporti che oggi rappresentano, insieme con la logistica, “pilastri strategici per la competitività delle nostre aziende che hanno una forte vocazione all’export”, ha detto Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana nord, rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, venuto a Prato per partecipare a un convegno proprio su questi temi.
La Toscana delude nella classifica sulla dotazione infrastrutturale
“L’indice di competitività della Commissione europea colloca la Toscana al 126esimo posto su 234 regioni europee per dotazione infrastrutturale – ha aggiunto Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana – . Per le imprese la qualità delle infrastrutture incide sui costi di produzione e sulla capacità di competere sui mercati internazionali”. Gli industriali toscani hanno voluto confrontarsi col Governo in un momento particolarmente delicato per il distretto tessile di Prato e per tutta l’economia regionale, in fase di rallentamento a causa di guerre, dazi e concorrenza extraUe.
Ecco i provvedimenti infrastrutturali in arrivo
Il ministro Salvini – impegnato a trattare con i trasportatori che reclamano interventi per tamponare il caro-gasolio che li manda fuori mercato – si è detto preoccupato per la tenuta del Paese: “In bilancio abbiamo i soldi per intervenire sul caro-carburanti – ha detto – ma non li possiamo spendere per i vincoli europei del Patto di stabilità e crescita, che secondo me è un Patto di stupidità e crescita. Lasciateci usare i soldi che abbiamo per aiutare i trasportatori”. Salvini ha anche annunciato alcuni provvedimenti infrastrutturali: la riforma portuale pronta per sbarcare nell’aula del Parlamento; il piano nazionale degli aeroporti che il ministro s’impegna ad approvare entro l’estate per rispondere alla domanda di traffico merci e passeggeri; il finanziamento di alcuni interventi sul Corridoio Tirrenico ora gestito da Anas (sui 242 km da Livorno a Civitavecchia sono state realizzate due corsie solo su 55 chilometri), in particolare un cavalcavia a Capalbio per evitare l’attraversamento a raso; l’arrivo del Piano casa in Consiglio dei ministri per spingere la costruzione di alloggi per lavoratori e famiglie. “Il problema non è trovare i soldi per la Tirrenica, è tenere in piedi il Paese e non far fermare la macchina”, ha detto Salvini lanciando anche due “punture” al presidente della Regione, Eugenio Giani, seduto in prima fila, per aver criticato sia la nomina del prefetto di Livorno a commissario straordinario della Darsena Europa, sia il mantenimento del rigassificatore nel porto di Piombino.
Servono azioni straordinarie
Gli industriali invocano decisioni rapide e azioni straordinarie. “Pensare di affrontare uno scenario straordinario come questo con regole ordinarie – ha sottolineato Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e logistica di Confindustria Toscana nord e artefice del convegno sulle infrastrutture – significa condannare il sistema produttivo e logistico europeo a un indebolimento strutturale. La invitiamo a sostenere il tessuto imprenditoriale del Paese – ha detto rivolto al ministro – e quanti, come il sistema dei trasporti, lo supportano”.