La deviazione per la frana a Casal di Pari
Il termometro non mente e l’estate incombe, ma la viabilità della statale 223 Grosseto-Siena sembra essersi fermata a un eterno limbo fatto di ruspe e polvere. Per il prossimo ponte del Primo Maggio, le previsioni meteo promettono caldo e sole, ma quelle del traffico annunciano una pioggia di code e rallentamenti. Sarà un weekend di passione per chiunque decida di spostarsi tra la Maremma e il Senese, con il rischio concreto che il rientro di domenica sera si trasformi in un’odissea senza fine, intrappolata in una sequenza di imbuti che non lasciano scampo.
La mappa del disagio: dalle frane ai restringimenti
Il viaggio verso il mare (e il ritorno verso le città) continua ad assomigliare a un percorso a ostacoli. Oltre alle storiche criticità, la geografia del caos si è arricchita di nuovi capitoli. Al km 33,700, nei pressi di Casal di Pari, l’acqua ha scavato sotto il corpo stradale creando uno smottamento che ha costretto Anas a un intervento d’urgenza fino a dieci metri di profondità. A questo si somma la nota frana di Campagnatico, una ferita aperta che continua a condizionare la fluidità del tracciato. In un contesto già fragile, ogni nuovo intoppo agisce da nuova trappola: se le partenze del venerdì possono diluirsi, il tappone domenicale in direzione Siena è ormai una certezza, fin dal tardo pomeriggio fino a notte.

I lavori in corso sui due lotti
I numeri dietro questa infrastruttura sono importanti e raccontano la complessità estrema di un territorio che sembra ostile al calcestruzzo dei ponti. Per il Lotto 4, ad esempio, si è arrivati a una spesa di 106 milioni di euro per coprire appena 2,8 chilometri tra Civitella Marittima e Lampugnano. Significa che ogni singolo chilometro di quel breve tratto è costato la cifra record di oltre 37 milioni di euro, un esborso giustificato dalla densità di viadotti e gallerie ma che dà l’idea dell’enormità dell’opera. Non meno impegnativo è il fronte del Lotto 9, dove l’adeguamento degli 11,8 chilometri tra Iesa e San Rocco a Pilli richiede un investimento di 195 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i 35 milioni necessari per la sola riqualificazione della vecchia galleria di Casal di Pari. Nel complesso, la Due Mari è diventata un’opera che ha ormai superato gli 840 milioni di euro di investimenti totali, con una media di circa 13,2 milioni al chilometro sull’intero tracciato.
L’Anas conferma la fine lavori nel 2027
Anas continua a confermare l’ultimo cronoprogramma ufficiale, ribadendo anche nei più recenti aggiornamenti che il raddoppio della Grosseto-Siena dovrebbe concludersi entro il primo semestre del 2027. Una data che, sulla carta, dovrebbe sancire la fine di un’opera iniziata 25 anni fa. L’impresa è possibile? Osservando ciò che succede sul campo appare più che probabile l’ipotesi di un nuovo rinvio. Sul Lotto 4, per la verità, sembra finalmente intravedersi la luce: la nuova sede stradale in più punti inizia a delinearsi con chiarezza dopo l’apertura del viadotto La Coscia.
Spostando lo sguardo sul Lotto 9, la musica cambia. La sensazione è quella di un cantiere a cielo aperto dove la strada, in molti punti, è solo un’intenzione. Nonostante il superamento dei vincoli archeologici, il distacco tra lo stato di fatto e la configurazione finale è ancora troppo marcato per alimentare ottimismo. Siamo indietro e, per ora, di asfalto non c’è traccia: va ricordato che una volta completata la nuova carreggiata, occorrerà anche ammodernare la vecchia, provata da anni di traffico pesante legato al cantiere.

L’incognita della galleria
C’è poi la galleria di Casal di Pari: il cantiere è inaccessibile e dall’esterno è impossibile percepire il reale avanzamento dei lavori di rivestimento e messa in sicurezza. Non fanno certo ben sperare le difficoltà tecniche già ammesse da Anas (che hanno fatto slittare il cronoprogramma di un anno), mentre il 2027 è sempre più vicino.
Carlo Pellegrino