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10 marzo 2026

Talea Group (ex Farmaè), ascesa e caduta della parafarmacia online di Viareggio

Dalla stagione delle acquisizioni a quella della crisi finanziaria: come e perché il gruppo dell’ecommerce da 245 dipendenti è finito in difficoltà.

Silvia Pieraccini
La quotazione di Farmaè, oggi Talea group, il 29 luglio 2019

La quotazione di Farmaè, oggi Talea group, il 29 luglio 2019

Nuovo consiglio di amministrazione, formato da tre membri, per Talea Group di Viareggio, la parafarmacia online – con i marchi Farmaè, Amicafarmacia, beautyè, farmaeurope – inventata da Riccardo Iacometti e quotata sul mercato Euronext Growth Milan (Egm) che per anni ha macinato vendite e fatto acquisizioni (ma non utili), per poi finire in crisi finanziaria. Il 2024 si era chiuso con ricavi a 127,4 milioni di euro, ebitda positivo per 3 milioni, perdita di 3,2 milioni e indebitamento finanziario netto consolidato di 32,8 milioni.

Primo segnale: l’avvio della composizione negoziata della crisi

Nel maggio 2025 l’azienda ha avviato la composizione negoziata della crisi, che ha portato il Tribunale di Firenze a emettere, e poi prorogare, le misure protettive del patrimonio, consentendole di dialogare con i creditori. Nel novembre scorso il cda ha accettato una proposta irrevocabile d’acquisto per il ramo d’azienda ‘Nichelino’, il magazzino automatizzato da 12mila metri quadrati aperto nel 2023 in Piemonte, operazione “ritenuta coerente con la strategia di valorizzazione degli asset aziendali – ha afferma Talea Group in una nota – e finalizzata a rafforzare la sostenibilità economica e patrimoniale del Gruppo”, che il Tribunale di Firenze avrebbe dovuto autorizzare.

Poi la multa da 2 milioni dell’Authority Concorrenza e la richiesta di concordato preventivo

Ma poche settimane dopo, il 1 dicembre 2025, Talea Group ha ricevuto dall’Autorità garante della Concorrenza e del mercato (Agcm) una sanzione amministrativa da due milioni di euro per pratiche commerciali scorrette (offerte non veritiere su disponibilità e tempi di consegna dei prodotti, consegne parziali o tardive, ritardi nei rimborsi): una tegola che l’ha portata nei giorni seguenti a presentare al Tribunale domanda di concordato preventivo.

Trattative in corso per l’ingresso di un partner

Nel febbraio scorso Talea Group ha reso noto di aver avviato “interlocuzioni avanzate con un primario operatore industriale attivo nella filiera di riferimento“, già partner commerciale del Gruppo, per valutare una “integrazione industriale” e un “rafforzamento degli asset operativi” così da preservare la continuità aziendale.

Tentata la carta dell’aumento di capitale con le azioni residue

Dopodiché la società ha giocato la carta dell’aumento di capitale, riaprendo per quattro giorni (fino al 6 marzo 2026) la finestra di collocamento delle azioni inoptate nel novembre 2024, alle stesse condizioni di allora. Le azioni inoptate – offerte a terzi o soci – sono123.636, per un controvalore di 556.362. Il 6 marzo l’assemblea ha scelto il nuovo consiglio di amministrazione, formato da tre membri: Riccardo Iacometti, presidente; Marco Di Filippo, vicepresidente; Marco Guidi, consigliere indipendente. L’assemblea ha deliberato anche per i tre amministratori un compenso complessivo annuo lordo di 330mila euro, ma Iacometti e Di Filippo hanno comunicato di rinunciare “al fine di preservare la continuità aziendale”.

Tanti tasselli devono andare a buon fine

Ora, a un anno dall’avvio della crisi finanziaria, Talea Group è arrivata a un punto decisivo: aumento di capitale, ingresso di un gruppo industriale, vendita del magazzino automatizzato in Piemonte, concordato preventivo sono tutti tasselli che dovranno andare a buon fine per salvarsi e salvare i 245 dipendenti.

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Silvia Pieraccini

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