Due ore di sciopero, dalle 10 alle 12, per mercoledì 11 marzo con presidio davanti allo stabilimento di Livorno: questa la decisione della Rsu Pierburg e della Fiom-Cgil provinciale, mentre anche a Lanciano (Pescara), dove sorge l’altro stabilimento Pierburg d’Italia, sono state decise due ore di sciopero per tutti i turni di lunedì 9 marzo. La scelta del sindacato arriva dopo che, nella corsa a due per rilevare la divisione civile/automotive del gruppo tedesco Rheinmetall, il gruppo Aurelius sembra essersi portato in vantaggio rispetto ad Ecco Group. Ma in questo passaggio – è l’accusa della Fiom – manca chiarezza.
“Le notizie relative a una possibile acquisizione da parte del fondo Aurelius Group rendono indispensabile che, prima della sottoscrizione di qualsiasi atto di cessione, vengano formalizzate garanzie vincolanti a tutela dell’occupazione, del perimetro produttivo e del futuro industriale del sito livornese”, affermano la Rsu e la Fiom-Cgil di Livorno, secondo cui è “inaccettabile che si proceda alla vendita senza clausole di salvaguardia occupazionale pluriennale, impegni chiari su investimenti e volumi produttivi, mantenimento dell’attuale perimetro industriale e garanzie sulla continuità contrattuale e societaria”.
Un punto che, secondo la Fiom, segnerebbe anche una discriminazione perché “per stabilimenti analoghi in Germania sono state previste tutele precise. Non esistono ragioni per cui ai lavoratori italiani debbano essere riconosciute condizioni inferiori”. A parere del sindacato è “grave soprattutto il metodo: informazioni frammentarie, comunicate a gruppi ristretti, scavalcando il confronto con le organizzazioni sindacali e senza un vero passaggio trasparente al Mimit”. E la richiesta conclusiva è proprio quella di una convocazione urgente al Ministero “affinché le garanzie vengano definite prima della conclusione dell’operazione”. (lt)