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14 maggio 2026

Porto di Piombino, primo via libera da Roma (con 60 milioni) per la banchina che serve a Metinvest

In commissione Finanze del Senato approvato un emendamento di FdI al Dl Fiscale: l’Autorità Portuale esulta.

Leonardo Testai
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Non è una delle compensazioni annunciate dal centrodestra a fronte della proroga della permanenza del rigassificatore Italis Lng di Snam nel porto di Piombino, ma è un primo via libera a un investimento pubblico per potenziare l’infrastruttura: la Commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento al Dl Fiscale presentato da quattro senatori di Fratelli d’Italia – fra cui la toscana Simona Petrucci – che stanzia 60 milioni di euro per il completamento della banchina nord, “in quanto funzionale alla piena riuscita dei progetti di reindustrializzazione del polo siderurgico – si legge nel testo – finalizzati alla riqualificazione economico produttiva dello stesso e alla salvaguardia occupazionale“.

Si tratta della banchina intorno a cui ruota la questione del rilancio del polo siderurgico di Piombino con il progetto di Metinvest Adria da abbinare alla permanenza di Jsw: una struttura promessa alla joint-venture italo-ucraina nell’accordo di programma, ma per la quale è mancata finora la copertura economica. E la mancanza di chiarezza sull’utilizzo delle infrastrutture esistenti aveva complicato il percorso verso l’accordo di programma di Jsw, fino a un faticoso compromesso per la coabitazione sulla banchina esistente – almeno fino al completamento della nuova struttura. “Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – si legge ancora nell’emendamento – provvede alla gestione e all’attuazione delle fasi di progettazione tecnico economica delle opere infrastrutturali e realizza le opere in raccordo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla base di un cronoprogramma“.

Gariglio esulta e ringrazia il Governo

Il potenziamento del porto di Piombino rappresentava un passaggio ineludibile per poter lavorare al rilancio della siderurgia locale, a maggior ragione ora che sembra tramontata – per un periodo di tempo indefinito – la prospettiva di un trasloco del rigassificatore, che con la sua presenza limita l’operatività del porto: il decreto 32/2026 è stato infatti convertito in legge. Dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale si parla dei 60 milioni stanziati da Roma come di “un risultato politico di primo piano” accolto con forte soddisfazione dal presidente Davide Gariglio, il quale esprime “profonda gratitudine al Governo, e in particolare al Ministro dell’Industria, per aver stanziato le risorse necessarie alla realizzazione di un’opera strategica per lo sviluppo del territorio“, ringraziando anche “le forze parlamentari che hanno presentato e sostenuto questo provvedimento”.

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Leonardo Testai

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