Chiude con qualche spiraglio di luce l’edizione 110 di Pitti Uomo, la più importante fiera al mondo dedicata alla moda uomo, che si è svolta alla Fortezza da Basso di Firenze dal 16 al 19 giugno. Gli organizzatori di Pitti Immagine si dichiarano soddisfatti dell’affluenza e soprattutto della qualità dei compratori arrivati nel capoluogo toscano.
I buyer presenti sono stati circa 11mila, in calo del 3,5% rispetto all’edizione di giugno 2025, di cui quasi la metà provenienti dall’estero (5.200). I visitatori hanno invece superato quota 14mila. Tra i Paesi maggiormente rappresentati figurano Germania, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Olanda, Giappone, Francia, Svizzera, Belgio, Austria, Grecia, Canada, Polonia e Cina.
L’edizione numero 110 di Pitti Uomo ha ospitato 740 espositori, il 45% dei quali stranieri, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama internazionale della moda maschile.
Ivano Cauli, amministratore delegato di Pitti Immagine, sottolinea il buon andamento delle presenze internazionali e l’interesse crescente proveniente dall’Europa orientale. «Non è stata solo una questione di numeri, perché l’atmosfera è stata veramente positiva, piena di energia fin dalle prime ore», osserva.
De Matteis: il salone ci stimola a rinnovarci
Sulla stessa linea il presidente di Pitti Immagine, Antonio De Matteis, che evidenzia come il salone rappresenti non soltanto una piattaforma commerciale, ma anche un laboratorio di ricerca e innovazione per il settore. «La funzione di un salone come Pitti Uomo non è solo la promozione presso i più importanti clienti esteri e la scoperta di nuovi mercati, ma anche lo stimolo alla ricerca, alla rigenerazione creativa del prodotto, all’evoluzione stilistica e all’utilizzo di nuovi materiali».
Secondo De Matteis, la manifestazione continua a distinguersi per la capacità di rappresentare l’intero universo della moda uomo, dallo sportswear allo streetwear, dall’outdoor urbano fino alle nuove tendenze legate al design e al no-gender.
Più che la quantità, dunque, conta la qualità dei compratori, in una fase ancora complessa per il settore moda, alle prese con consumi rallentati e tensioni geopolitiche internazionali. Da Firenze arriva però un segnale di fiducia. «Da Pitti Uomo 110 parte un messaggio di solidità per tutto il mondo della moda: imprese, distribuzione, commercio, media e consumatori», conclude De Matteis. (s.p.)