Oggi, 18 settembre 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
Territori

18 settembre 2026

Petretto: “Reindustrializzazione più difficile con questa ripresa dell’inflazione”

L’economista evidenzia le criticità della Toscana: “Regione bancocentrica, indietro su Ia e dimensione d’impresa”.

Featured image

“Quando si porta il tasso di interesse al 3,5% le conseguenze ci saranno perché la Toscana è ancora una regione bancocentrica“. La ripresa dell’inflazione, e le mosse della Banca Centrale Europea per contrastarla, preoccupano Alessandro Petretto, professore emerito di Economia pubblica all’Università di Firenze, uno dei firmatari del Manifesto per la reindustrializzazione della Toscana insieme a Marco Buti e Stefano Casini Benvenuti.

“Credo che questa situazione non renderà facile quel processo di reindustrializzazione che invece vorremmo vedere attuato”, ha spiegato Petretto, intervenuto al convegno ‘La politica economica da una normalizzazione all’altra: come impedire la trasmissione dell’inflazione da costi‘ promosso dalla Fondazione Cesifin a Firenze, con la partecipazione del vicedirettore generale della Banca d’Italia Gianluca Trequattrini, e dell’ex presidente della Consob Paolo Savona. “La struttura produttiva è ancora molto elementare – ha detto – sia in termini di dimensioni delle imprese che di caratteristica dei distretti, e siamo ancora un po’ indietro nell’acquisizione dell’intelligenza artificiale come strumento di organizzazione della produzione”.

Trequattrini, dal canto suo, ha spiegato la scelta della Bce, nei giorni scorsi, di alzare i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali: il consiglio direttivo di Francoforte, ha osservato, “non si è impegnato su un percorso futuro dei tassi” perché “la risposta appropriata dovrà dipendere dall’evoluzione dello shock e dalla sua trasmissione a inflazione sottostante e salari. In altri termini, il rialzo di settembre è stato una risposta ai dati ora disponibili, non un’indicazione sulle prossime decisioni”. Oggi gli shock , ha aggiunto, “tendono ad essere più frequenti, persistenti e connessi alle trasformazioni strutturali dell’economia globale“, per cui “le banche centrali devono adattarsi e allargare il campo di analisi a nuove discipline”. (lt)

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Territori

18 settembre 2026

Economia del mare, Livorno rilancia il Patto dei Due Mari: nuove sinergie con Ecomondo

Leggi tutto
Territori

18 settembre 2026

Confindustria Toscana nord: “Manifattura a rischio se non calano i prezzi dell’energia”

Leggi tutto
Territori

17 settembre 2026

Progetto Recreos, Fondazione Cr Firenze compra all’asta l’ex cinema Fulgor

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci