Maiali di razza Cinta Senese, una delle specie più a rischio con la Psa
La peste suina africana (Psa) continua a tenere sotto pressione gli allevamenti toscani. La Regione ha trasmesso ai sindaci una nota sulle misure di biosicurezza e controllo previste dall’ordinanza 4/2026 del Commissario straordinario. La Psa colpisce maiali e cinghiali e non si trasmette all’uomo, ma può provocare elevata mortalità negli animali e pesanti conseguenze economiche per allevamenti e filiera suinicola.
Il quadro si è aggravato durante l’estate. A giugno è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, il primo focolaio toscano in suini domestici; successivamente nuovi casi hanno determinato una revisione delle zone sottoposte a restrizione.
Secondo la classificazione europea aggiornata, in zona I, dove il virus non è stato rilevato ma il rischio è elevato, rientrano Forte dei Marmi, Camaiore, Pietrasanta, Pescaglia, Lucca, Montecarlo, Capannori, Altopascio e Porcari in provincia di Lucca; Larciano, Monsummano Terme, Uzzano, Buggiano, Quarrata, Agliana, Ponte Buggianese, Montecatini Terme, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Chiesina Uzzanese, Lamporecchio, Montale e Serravalle Pistoiese nel Pistoiese; Montemurlo, Cantagallo, Vaiano, Vernio e Prato nel Pratese.
In zona II, caratterizzata dalla presenza della Psa nei cinghiali, sono compresi Zeri, Pontremoli, Mulazzo, Filattiera, Tresana, Bagnone, Villafranca in Lunigiana, Licciana Nardi, Aulla, Podenzana, Fosdinovo, Fivizzano, Comano, Carrara, Casola in Lunigiana, Montignoso e Massa; nel Lucchese Molazzana, Castelnuovo di Garfagnana, Pieve Fosciana, Minucciano, Careggine, San Romano in Garfagnana, Vagli Sotto, Castiglione di Garfagnana, Camporgiano, Fosciandora, Piazza al Serchio, Villa Collemandina, Sillano Giuncugnano, Barga, Gallicano, Coreglia Antelminelli, Seravezza, Fabbriche di Vergemoli, Stazzema, Villa Basilica e Borgo a Mozzano.
La situazione più delicata riguarda la zona III, dove la malattia è stata riscontrata nei suini domestici: Aulla, Licciana Nardi, Fivizzano, Bagnone, Comano e Casola in Lunigiana, nella provincia di Massa Carrara; Bagni di Lucca; e Marliana, Pistoia, Pescia, Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio e Sambuca Pistoiese. Alcuni comuni compaiono quindi anche nell’elenco della zona II perché la classificazione riguarda la presenza del virus nelle diverse popolazioni animali.
Nelle aree sottoposte a restrizione scattano specifiche misure di biosicurezza anche per attività agricole, forestali e all’aperto. Mezzi, attrezzature e calzature devono essere puliti e disinfettati per evitare il trasporto involontario del virus. Per eventi con più di 20 partecipanti è richiesto il preventivo parere dell’azienda sanitaria competente.
L’obiettivo principale è impedire che il virus raggiunga nuovi allevamenti. La Regione ricorda che non esistono vaccini o cure e che la prevenzione e la biosicurezza rappresentano quindi gli strumenti fondamentali per contenere la diffusione della Psa. (em)
