Fra Aurelius ed Ecco spunta fuori il terzo incomodo per il futuro della Pierburg di Livorno: un terzo soggetto che anzi pare ben più avanti degli altri due, secondo quanto emerso oggi al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy, visto che l’azienda ha comunicato che le trattative con il potenziale acquirente sono ancora in corso e che è stato sottoscritto un accordo di esclusiva. Il nome del soggetto non è stato comunicato: il Mimit ha sospeso il tavolo e fatto sapere che avvierà un ulteriore confronto diretto con la casa madre Rheinmetall, “al fine di verificare – riferisce la Fiom-Cgil – la reale intenzione di presentare un piano industriale concreto e sostenuto da investimenti certi”.
Una nuova riunione del tavolo sarà convocata in tempi brevi dal Ministero. “Trovo assolutamente importante che il piano del potenziale investitore venga presentato in sede istituzionale secondo quando abbiamo oggi appunto convenuto”, afferma Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Toscana per le crisi industriali, spiegando che “monitoriamo insieme al Mimit gli esiti delle trattative di cessione del ramo automotive di Pierburg”, e che la Regione continua “a chiedere garanzie occupazionali e continuità produttiva del sito di Livorno”.
Quest’ultimo punto in realtà, nell’ultima riunione a Roma, pare aver fatto segnare un passo indietro: l’azienda al tavolo del Mimit, secondo la Fiom, “ha dichiarato di non essere in grado di fornire le garanzie richieste, analoghe a quelle già definite negli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali in Germania. Si è detta disponibile a fornire indicazioni su un presunto piano di trasferimento di linee produttive, ma senza alcun impegno formale”. Tale posizione, per il sindacato, “è assolutamente inaccettabile: gli impegni assunti devono essere rispettati. Qualsiasi operazione di cessione deve prevedere, prima del closing, un piano industriale dettagliato, credibile e verificabile, accompagnato da garanzie occupazionali vincolanti”. (lt)