La sede di Gucci a Scandicci (Firenze)
In attesa di svelare il piano di rilancio, il 16 aprile alla Stazione Leopolda di Firenze, il gruppo francese del lusso Kering – che possiede marchi come Gucci, Yves Saint Laurent e Balenciaga – ha diffuso i dati sull’andamento del primo trimestre 2026. Il fatturato è stato pari a 3.568 milioni di euro, in calo del 6% a cambi correnti ma stabile al netto degli effetti valutari e di perimetro.
Moda e pelle dimagriscono
Ma mentre i gioielli e gli occhiali hanno il segno “più”, la divisione Fashion & Leather Goods segna -9% (a 2.852 milioni di euro), spinta verso il basso dal marchio di punta, Gucci, che ha registrato un fatturato di 1.347 milioni, in calo del 14% a cambi correnti e dell’8% a perimetro comparabile. Il retail diretto è diminuito del 9%, con una crescita del Nord America pari all’8%, non sufficiente tuttavia a compensare le flessioni registrate in Asia-Pacifico ed Europa occidentale. Il canale wholesale ha invece segnato un aumento del 2%.
Prima tappa nel percorso di rilancio
Nonostante gli sforzi di rilancio di Gucci avviati dall’amministratore delegato Luca de Meo, dunque, i risultati per adesso non si vedono. “I ricavi del gruppo si sono stabilizzati – afferma lo stesso di Meo – segnando una prima tappa significativa nel percorso di rilancio, nonché un ulteriore miglioramento sequenziale. In un contesto geopolitico che resta incerto, questa performance riflette i primi effetti tangibili delle azioni intraprese. La dinamica di crescita ha interessato la quasi totalità delle nostre maison, con un contributo particolarmente rilevante della gioielleria”.
La guerra in Medio Oriente ha fatto dimagrire i ricavi
Sul fronte geografico, la guerra in atto in Medio Oriente ha causato un calo del fatturato retail dell’11% (l’area conta 79 boutique e 1.100 dipendenti), dopo la crescita registrata nei primi due mesi dell’anno. L’obiettivo del gruppo del lusso che fa capo a Francois-Henry Pinault “rimane quello di tornare a crescere e migliorare i margini”.
La cura ricostituente per Gucci
“Gucci rimane la nostra priorità assoluta – aggiunge de Meo -. È in corso una trasformazione di ampia portata, fondata su interventi strutturali in termini di esperienza per il cliente, rete distributiva e, soprattutto, prodotto. Abbiamo pertanto ripensato la struttura dell’offerta e chiarito le priorità per categoria, avviando il progressivo arrivo in boutique di nuove collezioni nel corso dell’anno”.
Una piattaforma di gruppo
Nel primo trimestre 2026 sono state poste le basi di una piattaforma di gruppo “diretta a sostenere la crescita delle nostre maison e a rafforzarne l’efficienza operativa, portando al contempo a termine operazioni rilevanti nei settori della bellezza, della gioielleria e nel settore immobiliare, rafforzando così la solidità del nostro bilancio”.
Silvia Pieraccini