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Dal 2010 a oggi non era mai successo. La bilancia commerciale della farmaceutica toscana, settore protagonista di una crescita sui mercati esteri che non ha eguali nella storia recente, nel 2025 è finita per la prima volta in rosso.
Export sopra i 24 miliardi di euro
L’export di prodotti farmaceutici di base (i principi attivi) e di medicinali è sì cresciuto del 112%, passando nei primi nove mesi dell’anno da 7,7 a 16,4 miliardi di euro, e facendo stimare per l’intero 2025 il superamento di 24 miliardi di euro (rispetto agli 11,5 miliardi del 2024), ma è aumentato ancora di più l’import di principi attivi, usati per realizzare farmaci. L’Italia e la Toscana, tradizionalmente povere di materie prime, si sono rifornite soprattutto dalla Cina e dagli Usa.
Import a 24,7 miliardi di euro
Da qui il risultato in rosso, che sparge nubi sui successi della Toscana sui mercati internazionali (+20,2% l’export nei primi nove mesi 2025), trainati appunto dal settore farmaceutico. L’import di principi attivi è triplicato, passando da 7,7 a 22,7 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno, un valore che, sommato all’import di medicinali, fa stimare per l’intero 2025 ben 24,7 miliardi di euro di importazioni del settore farmaceutico. Il deficit commerciale si attesterà sopra 400mila euro, ed è la prima volta che accade negli ultimi 15 anni.
Nel 2024 il surplus commerciale era stato di tre miliardi di euro
Nel 2024 il saldo commerciale della farmaceutica toscana era stato positivo per 3 miliardi di euro (11,5 miliardi di export, 8,5 miliardi di import), nel 2023 il surplus commerciale era stato di 2,7 miliardi di euro. La dipendenza dai Paesi produttori di principi attivi, che sta accelerando a ritmo straordinario e che sconta un forte aumento dei prezzi, preoccupa Farmindustria, l’associazione degli industriali farmaceutici che definisce il 2025 “un anno molto positivo per l’industria farmaceutica italiana trainato soprattutto dall’export, cresciuto di oltre il 33%”. Un settore in forte espansione, “ma ancora esposto a fragilità strutturali, a partire dalle dipendenze strategiche da Stati Uniti e Asia“.
Occorre ridurre la dipendenza dall’estero per i principi attivi
A livello nazionale la bilancia commerciale è ancora in attivo (+8,2 miliardi tra gennaro e ottobre) ma secondo il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, la crescita non basta. “Serve una strategia europea che riduca la dipendenza dall’estero, soprattutto per i principi attivi – afferma – e regole nuove che favoriscano investimenti, produzione e ricerca. Il contesto geopolitico, tra tensioni globali e politiche statunitensi più aggressive, rende urgente una risposta dell’Ue”.
Silvia Pieraccini