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22 settembre 2026

Distretto aerospaziale, la Fiom non chiude: «Decideremo in base agli investimenti»

Il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli rilancia: “Un’opportunità da non perdere, non si tratta di industria bellica”.

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Nessuna chiusura preventiva al progetto di un distretto aerospaziale, ma una disponibilità a valutare gli investimenti sulla base dei loro contenuti industriali, delle ricadute occupazionali e delle finalità delle produzioni. È la posizione espressa dalla Fiom-Cgil di Firenze, Prato e Pistoia, che interviene nel dibattito sul futuro del settore aerospaziale e della difesa in Toscana, indicando tre principi di riferimento: pace, lavoro e occupazione. Il sindacato precisa innanzitutto che «in tutti i settori industriali, ma in particolare modo nel settore dell’aerospazio, gli investimenti e l’allargamento dei perimetri industriali sono in capo alle imprese». E aggiunge: «Sta al sindacato invece il compito di dare giudizi, indicare modifiche o esprimere contrarietà sul loro operato».

Un ruolo che la Fiom intende esercitare anche nell’aerospazio e nella difesa, a partire dal territorio fiorentino, «dove operano importanti industrie nazionali e internazionali che rappresentano un’opportunità anche per l’indotto».

Investimenti e occupazione: le condizioni del sindacato

La Fiom non esprime dunque un giudizio negativo sul progetto, ma rinvia la propria valutazione ai contenuti concreti degli investimenti annunciati, sottolineando che al momento si tratta di «solo dichiarazioni e non atti formali». «Il giudizio positivo della Fiom-Cgil di Firenze Prato Pistoia eventualmente verrà espresso se i futuri investimenti, che attualmente sono solo dichiarazioni e non atti formali, rispetteranno il lavoro e le condizioni dei lavoratori, se vi sarà un aumento della buona occupazione stabile e non precaria, e contestualmente se verrà rispettato il principio della pace come la Costituzione definisce».

Il sindacato rivendica così il proprio ruolo nella valutazione dei progetti industriali, senza escludere un giudizio favorevole. La posizione è riassunta nella conclusione del documento: «Come sempre per la Fiom-Cgil di Firenze Prato Pistoia sarà il merito a definire la bontà di un investimento».

La difesa come prevenzione: spazio alle tecnologie civili e duali

Il documento affronta anche il rapporto tra industria della difesa e principio costituzionale del ripudio della guerra. Il richiamo alla pace non si traduce in un rifiuto delle tecnologie per la sicurezza: la Fiom indica anzi un preciso indirizzo per lo sviluppo industriale del settore.

«Valorizzare le attività e gli investimenti nel civile/duale è da sempre una richiesta della nostra Organizzazione e sono gli stessi investimenti che in prospettiva danno percorsi industriali ed eticamente sostenibili». Il sindacato individua nella protezione dei dati, delle infrastrutture e delle reti nazionali un ambito centrale per gli investimenti tecnologici. «La difesa dei dati, delle infrastrutture e delle reti nazionali rappresenta un elemento centrale in un mondo sempre più interconnesso e permeabile dall’esterno».

Da qui una concezione della difesa che attribuisce un ruolo determinante alla prevenzione dei conflitti: «La sicurezza di un Paese si esercita con la prevenzione e con sistemi di difesa che non producono le guerre, anzi le impediscono e le prevengono, attraverso la tecnologia civile». «Il concetto di Difesa deve passare innanzitutto da questi concetti, con produzioni e investimenti mirati e uno sviluppo che interagisca le nuove tecnologie», prosegue la Fiom.

La posizione del sindacato lascia quindi aperto il confronto sul distretto aerospaziale, senza concedere un via libera anticipato. Saranno i progetti industriali effettivi e le loro conseguenze a determinarne il giudizio, con al centro quelli che la Fiom definisce «i nostri valori: Pace, lavoro e occupazione».

Baroncelli: «Un’opportunità importantissima per il territorio»

Nel dibattito interviene anche Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, che a margine di un evento a Firenze ha ribadito l’importanza del progetto per il sistema produttivo regionale. «Si parla di un’opportunità importantissima per il nostro territorio. Dobbiamo coglierla. Non abbiamo alternative in questo, visto che investe un parco così ampio di aziende interessate all’innovazione». Secondo Baroncelli, il distretto potrebbe offrire nuove prospettive sia alle imprese già presenti in Toscana sia ad altre aziende interessate a insediarsi nella regione, sviluppando la filiera dell’aerospazio e della sicurezza. Il presidente degli industriali ha inoltre precisato: «Qua non si parla di industria bellica». (redcm)

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