Fabrizio Bernini, 69 anni, nuovo presidente di Confindustria Toscana
L’imprenditore aretino Fabrizio Bernini è il nuovo presidente di Confindustria Toscana. L’elezione è avvenuta oggi giovedì 4 giugno, all’unanimità, da parte del Consiglio di presidenza della federazione regionale degli industriali, che gli ha affidato il mandato per il quadriennio 2026-2030. Succede a Maurizio Bigazzi, alla guida dell’associazione dal 2021, al quale il consiglio e il nuovo presidente hanno rivolto un ringraziamento per il lavoro svolto in anni particolarmente complessi per il sistema produttivo regionale.
L’elezione di Bernini si inserisce nel percorso di equilibrio costruito tra le associazioni territoriali toscane di Confindustria, che da tempo hanno adottato il criterio della rotazione nella scelta della presidenza regionale. Dopo il mandato di Bigazzi, espressione dell’area fiorentina e fino a pochi mesi fa presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, al timone degli industriali toscani va un rappresentante di Confindustria Toscana Sud, l’associazione che rappresenta le imprese delle province di Arezzo, Siena e Grosseto.
Un innovatore che ha costruito un impero del tech
Per il mondo industriale toscano si tratta anche di una scelta che guarda all’innovazione. Bernini, 68 anni, è infatti il fondatore e presidente di Zucchetti Centro Sistemi (Zcs), una delle principali realtà tecnologiche della regione. Partita nel 1985 come piccola software house, l’azienda ha conosciuto una crescita costante fino a trasformarsi in un gruppo articolato in cinque divisioni – software, healthcare, automation, robotics e green innovation – con 800 addetti, 19 società controllate o collegate, sette filiali, un fatturato di circa 280 milioni di euro e attività commerciali in oltre 50 Paesi. Il gruppo è inoltre titolare di 130 brevetti relativi a 50 invenzioni. Nel 2017 Bernini è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Le battaglie del neo presidente
Nelle sue prime dichiarazioni da presidente, Bernini ha indicato le priorità che accompagneranno il mandato. “Ci aspettano anni difficili e importanti, nei quali bisogna continuare – come già fatto dal mio predecessore – a far presente le pressanti esigenze delle imprese: dal tema dell’energia a quello dell’innovazione, dalla formazione a quello più generale della reindustrializzazione del nostro territorio”, ha detto. “E non assolverò a questo compito in solitudine: avrò al mio fianco colleghi dotati di specifiche deleghe”.
I cinque anni di Bigazzi
Bernini raccoglie il testimone da Maurizio Bigazzi dopo un quadriennio segnato da eventi eccezionali. Durante la sua presidenza, Confindustria Toscana ha dovuto confrontarsi con l’uscita dalla pandemia, la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina, l’impennata dei costi delle materie prime, l’inflazione e le difficoltà di alcuni comparti chiave della manifattura regionale. In questi anni Bigazzi ha più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di investire in infrastrutture, formazione, semplificazione burocratica e politiche industriali capaci di sostenere la competitività delle imprese.
La sfida della reindustrializzazione
Il passaggio di consegne avviene in una fase delicata per l’economia toscana. Accanto alle difficoltà che interessano settori tradizionali come moda e pelletteria, la regione è chiamata a cogliere le opportunità offerte dalla transizione digitale, dall’intelligenza artificiale, dall’automazione e dalla trasformazione energetica. Non è un caso che gli industriali abbiano scelto per guidare la federazione regionale un imprenditore che ha costruito il proprio percorso proprio nei settori della tecnologia e dell’innovazione. (cm)