Nico Gronchi è stato riconfermato alla presidenza di Confesercenti Toscana, incarico che ricopre dal 2015 e che mantiene insieme alla presidenza nazionale assunta nel luglio del 2025. La riconferma è arrivata nel corso dell’Assemblea regionale riunita a Firenze, alla presenza delle istituzioni locali. Al centro dei lavori, la lettura di un’economia regionale in profonda trasformazione e la proposta di un modello di rigenerazione urbana per governarla.
“Chi pensava – ha sottolineato Gronchi – che centri commerciali, e-commerce, marketplace e intelligenza artificiale avrebbero distrutto il commercio e le nostre città si sbagliava: il commercio non scompare, si trasforma; le città si modellano ed è proprio per questo che oggi è più moderno che mai”. Il presidente di Confesercenti Toscana ha però avvertito che “il cambiamento lascia indietro i territori più deboli e va governato”, definendo la desertificazione commerciale nei piccoli comuni “il volto economico dello spopolamento“.
I numeri della trasformazione
Il quadro presentato da Confesercenti mette in evidenza dinamiche divergenti. Il turismo avanza: nel 2025 le presenze in Toscana sono aumentate del 2,5%, sostenute soprattutto dalle città d’arte e dalle forme di turismo esperienziale, con una composizione che si sposta verso i visitatori italiani e di corto raggio. Il commercio tradizionale, invece, arretra: negli ultimi dieci anni le imprese del commercio al dettaglio in Toscana sono diminuite del 15,2%, con una flessione che sale al 18,5% nei comuni sotto i 5.000 abitanti – 119 su 273. Tra il 2014 e il 2023 la regione ha perso oltre 74.000 residenti, con effetti più marcati nei piccoli comuni.
A rendere più difficile la tenuta delle imprese concorrono i costi energetici e locativi. Secondo le elaborazioni di Confesercenti su dati Istat e Arera, le bollette restano intorno al 40% sopra i livelli pre-Covid. Per un ristorante, la spesa annua per il gas è salita da 4.900 a 7.500 euro (+53%) e quella per l’elettricità da 9.000 a 11.300 euro (+25,6%), con un aggravio stimato a livello nazionale in circa 3 miliardi di euro l’anno per il terziario. Sul fronte degli affitti commerciali, a Firenze nella zona del Duomo la locazione dei negozi è aumentata del 27,9%, sospinta dalla pressione turistica, con il rischio concreto di espellere dal mercato le attività di vicinato.
C’è una proposta di legge d’iniziativa popolare
La risposta di Confesercenti prende la forma di una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare, ‘Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità‘, depositata il 18 maggio presso la Corte di Cassazione. La proposta istituisce le Zone economiche speciali di prossimità, con incentivi, bandi, semplificazioni e sgravi fiscali, oltre a un osservatorio sulla desertificazione commerciale e a un fondo dedicato. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione delle economie locali, favorire l’innovazione delle imprese e mantenere una rete diffusa di attività e servizi nei territori.