La firma dell'accordo per la prosecuzione delle attività dell’Osservatorio del Marmo.
Dalle cave alla commercializzazione, l’intera filiera del lapideo apuano vorrebbe confluire sotto un unico brand di garanzia. Con la firma del nuovo accordo triennale (2026-2028) per l’Osservatorio del Marmo, il distretto apuano avvia ufficialmente il percorso per l’istituzione del marchio “Marmo di Carrara” volto a certificare la qualità e la provenienza dell’oro bianco.
In questa prima fase per arrivare alla creazione del marchio del “Marmo di Carrara” che ne certifichi qualità e provenienza, lavoreranno insieme – attraverso l’Osservatorio del Marmo -, Comune di Carrara, Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Consorzio Zona Industriale Apuana.
Un marchio a la tutela della filiera
Il progetto del marchio punta a coprire l’intera filiera: dal materiale estratto nelle cave cittadine a quello lavorato nel distretto apuo-versiliese. “L’idea sulla quale lavoreremo è quella di un marchio per tutto il materiale estratto nelle cave di Carrara e per quello, come previsto anche dalla legge regionale, lavorato in tutto il distretto apuo-versiliese” ha spiegato la sindaca di Carrara Serena Arrighi. “Una volta stabilito il quadro normativo del disciplinare saranno coinvolti anche soggetti privati per la fase operativa”.
«L’Osservatorio del Marmo si trasforma in un’infrastruttura di intelligence economica fondamentale per governare la principale filiera produttiva del territorio” ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest Valter Tamburini. “I dati sull’export ci impongono una lettura attenta: a fronte di una contrazione dei volumi estrattivi e di un rallentamento delle esportazioni del comparto, l’unica rotta possibile è innalzare il valore aggiunto di ogni singola tonnellata di materiale”.
L’Osservatorio del Marmo è stato costituito nel 2024
Ha tra i propri obiettivi quello di garantire una conoscenza sempre più approfondita dell’intera filiera del marmo che comprenda i comparti dell’escavazione, della lavorazione e della commercializzazione dei materiali lapidei con lo scopo di misurarne l’impatto diretto, indiretto e indotto sul tessuto economico-sociale del territorio. Oggi – 4 agosto 2026 – è stato siglato l’accordo, fra i soggetti promotori per proseguire il lavoro dell’Osservatorio per altri 3 anni e per arrivare alla per arrivare alla creazione di un marchio.
“L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha firmato il nuovo accordo amministrativo tra le istituzioni locali per la prosecuzione delle attività dell’Osservatorio del Marmo per il triennio 2026-2028, confermando la propria volontà di mettere a disposizione dati, competenze e capacità di analisi a supporto di questa collaborazione” ha detto la dirigente dell’ADM Paola Fusai. (redsb)
