L'aerostazione dell'aeroporto di Grosseto
L’aeroporto di Grosseto rilancia la sua sfida, riproposta negli ultimi decenni. Mai vinta, eppure mai abbandonata: diventare uno scalo importante per il turismo toscano, italiano e internazionale. Lo fa ripartendo dai paesi baltici, riaprendo le proprie porte al traffico commerciale internazionale con un progetto strutturato che guarda alla Lituania, attraverso un nuovo volo charter che collegherà lo scalo maremmano con la capitale Vilnius.
L’illusione russa, poi il focus sui charter
Per l’aeroporto Baccarini si tratta del primo vero ritorno a una catena di voli charter strutturati dopo l’ultima esperienza simile, che risale ai collegamenti settimanali con la Russia: fu un’iniziativa di successo che durò per tre stagioni prima di interrompersi a causa della crisi economica globale e del conseguente indebolimento del turismo russo. Da allora, i voli charter sullo scalo si sono ridotti a pochissimi all’anno. Otto, al massimo dieci, con collegamenti occasionali con Lourdes, il Nord Europa o altre destinazioni, lasciando spazio quasi esclusivo all’aviazione privata.
Oggi l’aeroporto di Grosseto (che è anche uno dei principali scali militari italiani) è infatti un hub dedicato ai voli privati e agli aerotaxi, che rappresentano circa il 90% del traffico totale, con una forte componente internazionale di passeggeri provenienti da tutto il mondo (Brasile, Stati Uniti, Canada e Cina). I dati post-Covid indicano una situazione stabile con circa 1.100 voli e un flusso di circa 5.000 passeggeri annui. A gestire i servizi e lo sviluppo della struttura è la Seam SpA (Società Esercizio Aeroporto Maremmano), la società a capitale misto pubblico-privato che detiene la concessione per la gestione dello scalo grossetano e che ha fortemente voluto questa nuova intesa commerciale.
L’attesa crescita dei passeggeri
Il presidente di Seam, Renzo Alessandri, spiega come le dinamiche di un aeroporto di questo tipo differiscano dai grandi scali di linea: «In un aeroporto di aviazione generale (uno scalo che non ospita voli di linea, ndr) non è il numero di passeggeri che fa il segmento, ma è il numero degli aerei. Perché è chiaro, in un volo privato i passeggeri sono quattro, cinque, tre, due, a volte perfino uno. Noi gestiamo 1.100 aerei l’anno e questo è il dato stabile registrato negli ultimi anni dopo il Covid». L’innesto della nuova catena di voli charter permetterà tuttavia di far fare un salto di qualità alle statistiche dello scalo. «Un aereo che trasporta 200 passeggeri fa alzare facilmente il numero complessivo», evidenzia Alessandri, fissando i traguardi per il prossimo futuro: «Abbiamo superato i 10.000 passeggeri quando c’era la catena di charter dalla Russia. Quello è un primo obiettivo al quale cercare di tornare».
Il test lituano con l’Airbus da 200 posti
La partnership commerciale è stata stretta con Tez Tour, operatore leader del mercato lituano che ha scelto Grosseto per coprire l’area del Centro Italia, affiancando le mete già consolidate nel proprio catalogo (Olbia in Sardegna e Lamezia Terme in Calabria). Il progetto “A Journey through the Maremma”, con la società Seam, ha visto uniti la Regione Toscana (attraverso Toscana Promozione Turistica), la Provincia di Grosseto e i due Ambiti, Nord e Sud, della Maremma. Per la stagione 2026 l’operativo prevede una fase iniziale sperimentale: quattro voli totali con frequenza settimanale distribuiti tra la seconda metà di settembre e la prima metà di ottobre (a partire dal 17 settembre). I collegamenti saranno operati con aeromobili Airbus da circa 200 posti, messi a disposizione dalla compagnia di bandiera lituana o tramite vettori noleggiati. Non sono ancora stati definiti né la compagnia né il tipo di aeromobile: probabile che, in base alle prenotazioni, Tez Tour possa puntare su un Airbus A320, che in alcune configurazioni sfiora i 200 posti, o su un Airbus A220 (dai 100 ai 150 posti).
Il programma del 2027
Questi primi quattro voli «faranno da avanguardia per il 2027», sottolinea Alessandri, anno in cui la proposta diventerà stagionale a tutti gli effetti. «Il programma – spiega il presidente di Seam – prevede la partenza ad aprile, un’interruzione a fine giugno e la ripresa a settembre e ottobre. Una scelta strategica condivisa con le strutture ricettive locali, che preferiscono gestire direttamente i mesi di altissima stagione (come luglio e agosto) senza impegnare posti letto con i tour operator, beneficiando invece dei flussi guidati in primavera e in autunno».
Alessandri non esclude che dal prossimo aprile ci possano essere anche voli da Grosseto a Vilnius, ma è necessario che ci sia un operatore di Grosseto che negozi i posti con il tour operator lituano. Non si tratta infatti di voli di linea, ma di voli charter gestiti direttamente dal tour operator che li organizza.
Il divieto notturno e le speranze nell’Enac
Proprio da qui parte una domanda che la Maremma ormai ha smesso di farsi, dopo lustri di progetti mai decollati: l’aeroporto Baccarini avrà mai voli di linea? Lo scalo ha tutte le carte in regola, con una pista da quasi due chilometri e mezzo su cui possono atterrare tutti gli aeromobili usati per le tratte a breve e a medio raggio. Uno dei nodi è da sempre la complessa questione delle autorizzazioni ai voli notturni civili: «A Grosseto ancora oggi si decolla e si atterra tra l’alba e il tramonto», dice il presidente Alessandri. Che tuttavia spera: «Secondo l’Enac, nei prossimi dieci anni ci saranno 100 milioni di passeggeri in più sui cieli italiani, quindi non è escluso che emerga la necessità di avere un nuovo scalo aperto ai voli commerciali per migliorare la gestione dei flussi che ci sono. In quel caso, noi ci saremo perché abbiamo tutte le caratteristiche necessarie».
Carlo Pellegrino
