La Regione Toscana si prepara a ritoccare verso l’alto l’ecotassa sui rifiuti speciali conferiti in discarica: entro fine mese, secondo quanto ha annunciato il governatore Eugenio Giani, il Consiglio regionale sarà chiamato ad approvare una proposta di legge in tal senso. In realtà Giani aveva provato a bruciare i tempi portando al voto l’aumento sotto forma di emendamento alla seconda variazione di bilancio: una mossa che ha trovato la contrarietà dell’opposizione, davanti alla quale il presidente della Regione si è convinto a fare marcia indietro.
Dai 3 ai 6 euro in più per ogni tonnellata
Il ritocco verso l’alto riguarda i rifiuti speciali non pericolosi, e i rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi: nella prima categoria rientrano, ad esempio, imballaggi e materiali di scarto, rifiuti tessili e delle lavorazioni (non sono compresi, ad esempio, gli inerti e gli scarti di cava); nella seconda rientrano, fra gli altri, fanghi di depurazione industriali contenenti metalli, residui di processi chimici solidificati, materiali contaminati da idrocarburi o solventi. In entrambi i casi, secondo la proposta della Regione, il tributo passerebbe dai 15 euro per tonnellata conferita a 18 euro per le imprese che hanno sede legale in Toscana, e a 21 euro per chi viene da fuori.
Non solo: le riduzioni per il tributo applicate su scarti e sovvalli degli impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio, vengono cancellati se la materia è prodotta da impianti non localizzati in Toscana. Il gettito dell’ecotassa sulla discarica, che per il 90% resta alla Regione e per il 10% viene destinato ai Comuni interessati, è attualmente di 5,4 milioni di euro: nel testo dell’emendamento ritirato si stima un extragettito dai 5,4 ai 6,1 milioni.
“Ci sono Regioni come la Lombardia con rincari maggiori”
“Perché l’aumento scatti dal 1 gennaio 2027 deve essere approvato per legge entro il 30 luglio“, ha affermato Giani, secondo cui l’emendamento predisposto dagli uffici del settore Ambiente “nasceva da una modifica del quadro nazionale che consente con legge la possibilità di aumento della tariffa rispetto ai rifiuti speciali, da tempo sollecitato da Regioni e da enti locali proprio perché poi gli interventi di natura ambientale possono essere alimentati da questo gettito ulteriore”. In questo caso, ha affermato Giani in Consiglio, “ho avuto modo di accertare che ci sono Regioni che hanno addirittura aumentato in modo più consistente”, come la Lombardia che “ha portato da 15 a 27 euro” la cifra. La decisione, ha concluso il governatore, “potrà essere non far nulla o potrà essere definire un livello tariffario che sia giusto, equilibrato anche rispetto a quello che stanno facendo parallelamente le altre regioni italiane”.
Leonardo Testai
