A Piancastagnaio, sull’Amiata senese, 100mila tonnellate di anidride carbonica all’anno potranno essere recuperate dai vapori geotermici anziché essere emesse in atmosfera, trasformandosi in materia prima destinata soprattutto ai settori alimentare, delle bevande e farmaceutico. È ormai alle battute finali, alle prese con le ultime pratiche burocratiche, il cantiere del nuovo impianto per il recupero, la purificazione e la liquefazione della CO2 realizzato da Nippon Gases Operations in collaborazione con Enel Green Power Italia. La conclusione dei lavori è attesa entro la fine dell’anno, con l’avvio operativo programmato nella prima parte del 2027. L’impianto punta a recuperare circa il 70% della CO2 contenuta nei vapori delle centrali geotermiche PC4 e PC5 e potrebbe coprire circa il 30% del fabbisogno nazionale di anidride carbonica pura.
I dettagli del progetto e le centrali Enel
I dettagli dell’intervento richiamano la delibera del consiglio comunale del 31 marzo 2025, relativa al piano di recupero dell’area Stanzini lungo la strada provinciale del Monte Amiata. L’opera prevede la realizzazione di un impianto destinato al recupero della CO2 naturalmente presente nel vapore geotermico in uscita dagli impianti di abbattimento Amis (Mercurio e Idrogeno Solforato) delle centrali geotermoelettriche PC4 e PC5 gestite da Enel Green Power Italia, che fino a oggi veniva emesso in atmosfera attraverso le torri di raffreddamento.
La nuova struttura sorge in prossimità delle centrali esistenti per contenere lo sviluppo della rete di condotte e sfruttare le infrastrutture già presenti, riducendo al minimo l’impatto territoriale e paesaggistico. Attraverso la rete di collegamento, il vapore geotermico sarà convogliato all’impianto della Nippon Gases che, con processi di separazione, purificazione, compressione, raffreddamento e liquefazione, otterrà CO2 liquida ad altissima purezza.

I numeri dell’impianto
L’obiettivo dell’impianto è quello di recuperare circa il 70% della CO2 contenuta nei vapori geotermici delle due centrali, pari a una produzione di circa 100mila tonnellate all’anno (300 tonnellate al giorno). Il prodotto ottenuto potrebbe riuscire a coprire circa il 30% del fabbisogno nazionale di anidride carbonica pura destinata ai settori alimentare, delle bevande e farmaceutico.
Oltre all’anidride carbonica, il processo consentirà di ridurre le emissioni in atmosfera di altri componenti presenti nei fluidi. Le condense separate e gli spurghi della colonna di lavaggio saranno invece convogliati in un’apposita rete di raccolta, inviati alle vasche delle torri di raffreddamento delle centrali PC4 e PC5 e infine reiniettati nelle formazioni rocciose di provenienza tramite i pozzi esistenti.
Uno sviluppo green
A confermare il quadro è l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Piancastagnaio, Pierluigi Piccini. «Siamo vicini all’inaugurazione – spiega l’assessore – Parliamo di mesi, confermo. Se non sarà entro la fine dell’anno, l’avvio avverrà nei primi mesi del 2027. La ricaduta principale resta certamente quella ambientale, ma si tratta di un investimento fondamentale anche per l’indotto del territorio, sia in forma diretta sia indiretta».
L’intervento di Nippon Gases s’inserisce nel piano strategico del Comune per il taglio delle emissioni complessive, in un’idea di sviluppo sempre più green. «Oltre alla cattura della CO2 geotermica – prosegue Piccini – noi stiamo abbattendo le emissioni da combustione portando il teleriscaldamento direttamente nelle abitazioni con la geotermia, un sistema che ci permette di risparmiare oltre 1.500 tonnellate annue di emissioni fossili nella sola Piancastagnaio». Con il progetto di Nippon Gases l’obiettivo è abbattere quasi totalmente le emissioni di CO2 sul territorio.
La montagna che produce
«La situazione che andiamo a creare – osserva ancora Piccini – può diventare un biglietto da visita di natura ambientale e sostenibile per l’intero tessuto produttivo, dai marchi della pelletteria a realtà importanti come Floramiata, Stosa e Saviola». Lo sguardo dell’amministrazione è rivolto anche ai prossimi sviluppi industriali. «Stiamo realizzando altri interventi per creare un vero e proprio distretto produttivo – conclude l’assessore Piccini – e guardiamo con estrema attenzione a nuovi progetti relativi all’applicazione dell’intelligenza artificiale legata alla geotermia».
Carlo Pellegrino
