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30 settembre 2026

Prevenire il rischio per cambiare l’impresa: la compliance diventa un vantaggio

Gli avvocati Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi introducono il convegno del 1° ottobre alla sede di Confindustria Toscana Centro e Costa sull’autogoverno aziendale.

Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi (*)
Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi

Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi

Giovedì 1° ottobre, a partire dalle 16.30, nella sede di Confindustria in via Valfonda 9 a Firenze, si terrà il convegno “L’ Autogoverno Aziendale e la Prevenzione del Rischio – verso un cambiamento culturale per nuovi modelli di business”. Dopo l’apertura del presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli, interverranno Alessandro Capocchi, professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Milano-Bicocca; Roberto Bartoli, professore ordinario di Diritto penale all’Università di Firenze; gli avvocati Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi dello Studio Legale Stefani; e Luca Padula, amministratore delegato di Giovanni Raspini. Pubblichiamo l’intervento dell’avvocato Stefani, dedicato alle indagini difensive e alle internal investigation come strumenti di presidio e tutela dell’impresa. Di seguito l’intervento di Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi.

Il convegno ha lo scopo di provocare l’imprenditore a pensare ad una impresa diversa, attraverso un processo di conversione, determinata da un cambiamento culturale di matrice europeista, che soprattutto le società di piccole e medie dimensioni si trovano oggi ad affrontare.
Il fare impresa, ora come nel passato, porta a fare i conti con il profilo del “rischio” che si alimenta e muta con le sfide dell’epoca presente, nello specifico l’agire responsabile o “accountability” che incide inevitabilmente sui modelli di business delle società. Pensiamo al tema della salute e sicurezza sul luogo di lavoro; dell’ambiente, la conservazione e lo scarico dei rifiuti; dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i reati informatici; del controllo sulla propria catena di fornitura…

Nuova attenzione a questo proposito è stata rivolta dal legislatore ai temi della colpa in organizzazione e alla costituzione di adeguati assetti societari, obbligo normativo, richiedendo che l’azienda si doti di procedure e un modo di operare adeguato alla propria attività al fine di controllarne l’operatività e per evitare lo stato di insolvenza.

L’importanza della prevenzione

Si inserisce, quindi, un altro concetto: non quello di agire e rispondere ad eventuali controlli e contestazioni, quando questi vi saranno, ma di prevenire e riparare, ovvero dimostrare che la Società fa tutto quello che è in suo potere per evitare di incorrere in illeciti, sanzioni o comportamenti fraudolenti.
L’Ente, pertanto, deve essersi messo nella condizione di aver analizzato il rischio che può nascere dal proprio operare e, a seguito dell’analisi, essersi dotato di tutta una serie di misure correttive, adeguate, volte ad allontanarlo, delineando un vero e proprio sistema di controllo interno, che parte dall’organo amministrativo sociale.
Centrale è la raccolta delle informazioni dei membri dell’azienda, dall’Amministratore delegato al dipendente e il metodo da utilizzare, al fine del loro impiego.

L’uso delle indagini preventive

Approfondiremo, quindi, il tema dell’indagine interna tramite l’utilizzo dell’indagine preventiva, che ha la pretesa di andare al cuore dei comportamenti assunti quotidianamente in azienda dai suoi lavoratori, analizzando non solo la genericità del processo lavorativo all’interno di un’area, ma di prendere in esame il modo in cui la condotta del singolo soggetto viene posta in essere.
Una informazione di qualità, così raccolta, ha una spendibilità trasversale e diventa leva strategica: non solo rispondere ad esigenze difensive una volta che una contestazione arriva da parte del pubblico ministero o dalle autorità competenti, ma ha in sé una idoneità intrinseca sia per la regolare costituzione di un impianto preventivo solido sia quale rilievo strategico nell’assetto imprenditoriale, per sviluppare nuove forme di business.

Da obbligo a vantaggio

La gestione integrata dei rischi, allora, passa da un obbligo giuridico a vantaggio naturale dell’imprenditore a garanzia di un sano e proficuo svolgimento dell’operatività aziendale. La Società come si sa è un ambiente mutevole pertanto vi è bisogno che vi sia al suo interno un organo preposto ad analizzare i cambiamenti aziendali e i nuovi profili di rischio connessi. Questo è l’Organismo di Vigilanza, che non solo vigilia e controlla ma è altresì deputato alla diffusione interna della cultura del controllo e della compliance nonché ad intrattenere un dialogo continuo con il CdA.
Utilizzare lo strumento della delega oggi, ne è un esempio. Il fine ultimo è instaurare un sistema volto alla correttezza e alla trasparenza nella conduzione degli affari e di tutte quelle attività che ne determinano e sostengono il business, salvaguardandone o rafforzandone l’immagine e la reputazione.

(*) avvocati, esperti di compliance 231 e membri OdV

Autore:

Niccolò Stefani e Giulio Mazzeschi (*)

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