Un esonero contributivo fino a 500 euro al mese per due anni, dunque un beneficio che può raggiungere 12mila euro per lavoratore. Dal 1° agosto è operativo il nuovo incentivo nazionale destinato alle imprese che trasformano a tempo indeterminato il contratto a termine di un giovane under 35. La misura riconosce l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi premi e contributi Inail, per un massimo di 24 mesi.
Non si tratta però di un bonus per qualsiasi nuova assunzione. L’agevolazione riguarda esclusivamente le trasformazioni effettuate dal primo agosto al 31 dicembre 2026 di contratti a termine già esistenti, attivati entro il 30 aprile, di durata complessiva non superiore a 12 mesi e trasformati senza interruzioni. Il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato. Sono esclusi apprendistato, lavoro domestico e dirigenti.
Due giovani su tre entrano con un contratto a termine
La misura interviene su uno dei punti ancora critici del mercato del lavoro giovanile italiano. Negli ultimi anni l’occupazione è diventata complessivamente più stabile: secondo l’Istat, nel 2025 la crescita si è concentrata sui dipendenti a tempo indeterminato, mentre sono diminuiti quelli a termine. Ma per chi entra nel mercato del lavoro la situazione è diversa: tra i giovani di 15-34 anni quasi due nuovi occupati su tre iniziano con un lavoro a termine.
Il contratto temporaneo, dunque, continua a essere la principale porta d’ingresso per i giovani. Ma non necessariamente quella definitiva. Nel solo 2025, secondo l’Inps, nel settore privato italiano sono state effettuate 775mila trasformazioni da tempo determinato a indeterminato, in aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 115mila conferme di apprendisti al termine del periodo formativo, cresciute del 4%. Il dato Inps riguarda tutte le età e non permette quindi di stabilire quante delle 775mila stabilizzazioni abbiano interessato gli under 35.
Meno stabilizzazioni
C’è però anche un segnale meno positivo. L’Istat osserva che, nonostante la diminuzione del numero complessivo dei lavoratori a termine, si è ridotta la frequenza dei passaggi dal determinato all’indeterminato. Non basta quindi la crescita dell’occupazione stabile per concludere che il problema della stabilizzazione dei giovani sia stato superato.
Ed è proprio qui che si inserisce il nuovo incentivo: ridurre per l’impresa il costo della decisione di trattenere stabilmente un giovane che ha già avuto modo di conoscere e valutare attraverso un contratto a termine.
Le condizioni per le imprese
Per ottenere lo sgravio non basta trasformare il contratto. L’azienda deve essere in regola con gli obblighi contributivi e con le norme sulla sicurezza, applicare i trattamenti economici previsti dai contratti collettivi e realizzare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Le domande devono essere presentate telematicamente attraverso il Portale delle Agevolazioni dell’Inps.
In Toscana c’è anche un secondo incentivo
Per le imprese toscane al bonus nazionale si affianca una misura regionale, che ha però caratteristiche differenti e una platea molto più circoscritta. Il bando 2026 della Regione incentiva infatti l’assunzione di under 35 che abbiano svolto un tirocinio extracurriculare in Toscana di almeno due mesi, concluso da non più di 180 giorni. Il contributo arriva a 9.188,49 euro per l’assunzione o trasformazione a tempo indeterminato full time e a 4.594,24 euro per il part-time di almeno il 50%. Sono finanziate anche assunzioni a termine di almeno dodici mesi.
Il bando regionale è ancora aperto. Per le aziende toscane si apre quindi una seconda parte dell’anno nella quale la stabilizzazione dei giovani viene sostenuta contemporaneamente da strumenti nazionali e regionali, seppure destinati a situazioni e platee differenti. (em)
