Rispondere agli ospiti in più lingue, gestire le recensioni, sostenere la vendita diretta, organizzare le procedure interne e decidere con i dati: a Firenze prende il via Pro Hospitality, il corso di Nana Bianca per portare l’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano di hotel, ristoranti, B&B e affitti brevi. Le lezioni iniziano il 30 novembre 2026 all’Innovation Center di Fondazione Cr Firenze e prevedono 18 ore, con soli 20 posti. Il corso si basa sul metodo di Generation Ai Academy, la scuola di intelligenza artificiale nata come progetto di Fondazione Cr Firenze con Nana Bianca, che ha già formato oltre 200 persone da aprile con Ai Essentials, il suo percorso gratuito.
“La bellezza non basta più, oggi serve la tecnologia”
“Firenze ha costruito il suo turismo sulla bellezza. Oggi non basta più: bisogna saper usare la tecnologia per accogliere meglio, lavorare meglio e restare competitivi”, dichiara Alessandro Sordi, co-fondatore e presidente di Nana Bianca. L’acceleratore di startup “nasce per fare impresa con la tecnologia – sottolinea -, non per parlarne. Grazie a Fondazione Cr Firenze, Firenze ha già una scuola di intelligenza artificiale che ha formato oltre 200 persone: ora tocca alle imprese, e partiamo dal settore che più di ogni altro decide il futuro economico di questo territorio. Chi aspetta di capire come va a finire, avrà già perso”.
Al corso sono ammessi titolari e gestori di hotel, strutture ricettive, affitti brevi e ristorazione, oltre a responsabili di team e personale di front office, guest relation, prenotazioni, marketing e revenue. A chi frequenta almeno il 75% delle ore viene rilasciato un attestato di partecipazione. Le lezioni si svolgeranno in presenza, in mattinata, per non sottrarre il personale ai turni serali: lunedì 30 novembre, martedì 1 dicembre, e poi lunedì e martedì 14-15 dello stesso mese, dalle 9.30 alle 14 per un totale di 18 ore. Sono partner tecnici 42 Firenze e Base Digitale, mentre Intesa Sanpaolo è main partner.
Come funziona Pro Hospitality
Il programma parte dalle basi: come funziona l’Ai generativa, dove può sbagliare e quando serve il controllo umano. Poi entra nei casi d’uso concreti per l’accoglienza: comunicazione con gli ospiti, reputazione online, visibilità nella ricerca conversazionale, vendita diretta, procedure interne e decisioni basate sui dati. Il corso affronta anche la parte organizzativa: capire quando acquistare una soluzione, quando rivolgersi a un esperto e quando sperimentare direttamente. Sono previsti approfondimenti su privacy, trasparenza verso gli ospiti e responsabilità nell’uso degli strumenti.
Le parti teoriche sono seguite da esercitazioni in piccoli gruppi su casi reali, con un livello base e uno di approfondimento. Ogni partecipante uscirà con un brief di intervento AI su un problema reale della propria struttura, con obiettivo, persone coinvolte, processo, dati, responsabilità e piano di sperimentazione. Il corso è coordinato da Lorenzo Sciadini e prevede docenti che lavorano quotidianamente con l’Ai, insieme a casi di aziende del settore che la utilizzano. Non sono richieste competenze tecniche.
Cresce l’uso dell’Ai per scegliere la vacanza
Secondo i dati citati da Nana Bianca il 29% degli italiani ha usato l’Ai per scegliere la meta delle vacanze, con un aumento del 77% rispetto al 2024, secondo l’Adyen Hospitality & Travel Report 2025. L’84% dei viaggiatori italiani guarda con favore all’uso dell’Ai nell’ospitalità, secondo il Changing Traveller Report 2026 di SiteMinder. Nel mondo, quasi un viaggiatore su quattro pianifica già con l’Ai generativa, il triplo rispetto al 2022, secondo Deloitte. (lt)
