La Regione Toscana rafforza il “pilastro” lavoro della sua strategia per lo sviluppo con un piano di interventi per i prossimi anni: è l’Agenda Toscana Lavoro 2030, un nuovo Patto che implementa e aggiorna quello sottoscritto cinque anni fa, aprendo una nuova fase di azioni regionali dopo la conclusione di Gol, programma di riforma delle politiche attive previsto dal Pnrr. L’Agenda punta a raggiungere circa 10mila beneficiari con un budget di 25 milioni di euro e sarà formalmente sottoscritta nei prossimi giorni. Toscana Lavoro 2030 si dispiegherà attraverso sei direttrici: formazione dei giovani, competenze, contrasto al mismatch, conciliazione vita-lavoro, creazione di impresa, potenziamento della capacità di intervenire nelle crisi.
“Vogliamo costruire passaggi reali, non limitarci a finanziare corsi o bandi”, sottolinea il presidente della Regione Eugenio Giani, precisando che il nuovo Patto è una delle articolazioni della ricetta della Regione per il rilancio e la crescita. Il presidente ha annunciato l’intenzione di elaborare, confrontandosi con il sindacato, una legge per “disciplinare la fase dell’intervento delle istituzioni pubbliche nella rigenerazione delle imprese in crisi”, concependo un progetto per la reindustrializzazione su due livelli: le condizioni del lavoro, presentate oggi con l’Agenda 2030, e il successivo supporto alle imprese. Giani ha confermato i due incontri con le parti sociali: quello con i sindacati sulle questioni salariali il 27 luglio, e quello con tutte le categorie economiche tra il 30 e il 31 luglio.
Il piano è frutto di una programmazione condivisa con la Commissione Regionale Permanente Tripartita. La definizione di dettaglio della strategia emergerà attraverso un processo di ascolto che metterà al centro i territori toscani: in ciascuna provincia sarà costituita una Rete provinciale per l’occupazione, che promuoverà un Tavolo delle Politiche Attive coinvolgendo settore regionale formazione, Arti, sindacati e associazioni di categoria. “Un progetto pensato per mettere in comunicazione la reale domanda di lavoro delle imprese con le persone in cerca di occupazione”, osserva Giani. L’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi parla di “una nuova stagione di ascolto capillare”, il cui obiettivo è “raccogliere le istanze dettagliate del tessuto produttivo locale” per “dare vita a un lavoro condiviso tra tutti gli attori del sistema”.
Le misure progettate dalla Regione
Sul fronte della formazione dei giovani, il rafforzamento dell’Istruzione e formazione professionale punta a evitare che un ragazzo che ha interrotto gli studi resti ai margini, rispondendo anche alle imprese che non trovano figure tecniche. Il metodo “Talenti in Azione” continuerà a essere sostenuto solo se i progetti nasceranno da una rete territoriale che comprenda almeno un organismo formativo accreditato, un ente locale, un’impresa e un soggetto del terzo settore.

Per chi ha un’idea imprenditoriale ma manca di strumenti per realizzarla sono previste lezioni collettive e consulenze individuali, dalla definizione dell’idea al business plan, con la misura estesa anche a chi intende acquisire un’azienda esistente per favorire il passaggio generazionale. I voucher per la formazione breve rispondono rapidamente alle manifestazioni di interesse delle imprese presso i Centri per l’Impiego, con un Catalogo di percorsi aggiornato periodicamente. In caso di crisi aziendali, i voucher aziendali arriveranno fino a 3.000 euro per lavoratore, a sostegno della formazione per nuove assunzioni legate a insediamenti, espansioni o riconversioni produttive, comprendendo anche abilitazioni professionali, patenti superiori alla B, corsi di italiano per lavoratori stranieri e competenze sull’intelligenza artificiale.
Complessivamente sono state 397.550 le persone prese in carico dai servizi per l’impiego e inserite nel programma Gol, di cui 320.072 hanno partecipato a uno o più interventi di politica attiva al 31 maggio. Ben 165.480 hanno ottenuto un contratto di lavoro, un esito occupazionale positivo pari al 52% delle persone coinvolte, il valore più alto tra tutte le regioni italiane a fronte di una media nazionale del 42%. Superati ampiamente anche gli altri target: circa il 172% di beneficiari per le azioni di formazione, uno dei valori più alti del Paese, e il 121% per le persone coinvolte contro un dato nazionale del 105%. “Gol non è stato un mero obiettivo amministrativo da raggiungere, ma ha costruito una rete più forte tra Centri per l’impiego, formazione, imprese, enti locali e parti sociali”, concludono Giani e Lenzi.
Leonardo Testai
