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18 giugno 2026

Moda, Pitti Uomo punta sull’AI per far incontrare (meglio) produttori e compratori

Debutta un motore di intelligenza artificiale che seleziona i negozi più adatti a valorizzare i vari marchi. Ecco come funziona.

Silvia Pieraccini

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Immagine by Hyperscout

Immagine by Hyperscout

Trovare il negozio “giusto” a cui proporre i propri abiti, scarpe o accessori in un mare magnum di punti vendita multimarca, grandi magazzini, concept store o piattaforme online può rivelarsi impresa difficile per un marchio di moda, soprattutto se il suo raggio d’azione è ampio e guarda a buona parte del mondo. Per questo Pitti Immagine, la società che organizza Pitti Uomo, ha avviato la sperimentazione di un motore di intelligenza artificiale che – in questa prima fase – punta ad aiutare gli espositori del salone di moda maschile nella ricerca del buyer più adatto e, tra qualche mese, potrà fare lo stesso con i compratori che vogliono selezionare i nuovi brand da inserire nel proprio negozio in base alla compatibilità creativa e all’adeguatezza commerciale.

Un database con 1.500 espositori e 3.000 compratori

Il sistema, sviluppato da Pitti Immagine in collaborazione con l’azienda olandese di intelligenza artificiale Hyperscout, ha raccolto i profili di 1.500 brand espositori che negli ultimi quattro anni hanno partecipato al Pitti Uomo, la più importante fiera al mondo di moda maschile, e di 3.000 compratori che hanno fatto altrettanto. Gli “identikit” di queste aziende sono stati ricavati dai loro siti Internet, dalle loro piattaforme ecommerce e dai loro profili social.

Una sperimentazione su 200 produttori

La sperimentazione in atto coinvolge 200 brand, dall’abbigliamento classico allo sportivo, dalle sneaker alle cravatte che, inserendo nel sistema filtri come per esempio i Paesi di sbocco in cui desiderano espandersi, possono sapere all’istante quali negozi esistono in quei Paesi e quali sono i più adatti a valorizzare il dna del proprio marchio. Si tratta di un’operazione che finora veniva fatta “a mano”, con tempi lunghi, costi alti e scarsa precisione, e che ora potrà contare su una profilazione “scientifica” e rapida. Il servizio – che sarà offerto agli espositori del Pitti Uomo a pagamento – si limita a segnalare il nome del negozio, senza indicazioni sulla persona da contattare o sulla sua presenza in fiera. Ma tra pochi mesi – spiegano a Pitti Immagine – il motore AI funzionerà anche nell’altra direzione, per aiutare i compratori del salone a selezionare le aziende che hanno prodotti adatti alle proprie vetrine. A quel punto l’espositore e il buyer ritenuti “compatibili” potranno mettersi in contatto e dialogare per via digitale, come su linkedin.

Migliorare le connessioni di business

Il motore AI, chiamato Hyperscout, è stato voluto dal nuovo amministratore delegato di Pitti Immagine, Ivano Cauli, per migliorare le connessioni di business in una fase in cui la moda soffre ed è alla ricerca di nuove strade di crescita. I risultati ottenuti attraverso funzioni come l’AI matching’, competitor discovery e esplorazione di nuovi mercati potranno essere utilizzati anche quando la fiera è conclusa, per contattare potenziali clienti e fornitori.

Autore:

Silvia Pieraccini

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