Castello di Albola a Radda
“Nessun gruppo vinicolo, in questa fase di mercato, può avere interesse a comprare una proprietà importante come Castello d’Albola”. L’affermazione di un prestigioso manager del settore la dice lunga sul futuro della grandiosa tenuta-borgo medievale del gruppo Zonin nel cuore del Chianti Classico, a Radda, estesa su 900 ettari di cui 125 coltivati a vigneti che danno un ventaglio di vini focalizzati sul Sangiovese, per un totale di circa 750mila bottigilie.
Trattative in corso per la cessione di diverse tenute
Il gruppo vinicolo Zonin, che sta tentando il risanamento finanziario attraverso la strada della composizione negoziata della crisi, starebbe trattando la cessione delle cantine in Sicilia (Feudo Principi di Butera), in Puglia (Masseria Asltemura), in Oltrepò Pavese (Il Bosco), in Friuli-Venezia Giulia (Ca’ Bolani) e in Piemonte (Castello del Poggio), oltre al quartier gnerale di Gambellara (Vicenza). Resta fuori – secondo quanto si afferma sul Sole 24 Ore – Castello d’Albola in Chianti Classico, per la cui vendita sarebbe stato dato mandato al gruppo immobiliare londinese Knight Frank a un prezzo vicino a 50 milioni di euro: il compratore potrebbe essere un facoltoso amante della campagna toscana, più che un produttore vinicolo internazionale.
Nel 2024 3,3 milioni di perdite su 8,6 milioni di ricavi
Castello d’Albola nel 2024 (ultimo bilancio depositato) ha fatturato 8,57 milioni di euro con una perdita di 3,26 milioni e conta 99 dipendenti (che costano 2,7 milioni). Nel 2020 i ricavi erano 10,8 milioni con una perdita inferiore a 700mila euro. La proprietà, formata dalla villa rinascimentale circondata da vigneti che salgono sui fianchi delle colline, dagli edifici storici e dalle testimonianze d’arte e artigianato, è guidata dal direttore generale e responsabile enologico Alessandro Gallo.
Silvia Pieraccini
