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29 maggio 2026

Talea Group ha ceduto Nichelino, a breve l’asta per il ramo d’azienda principale

Secondo il curatore c’è già qualche manifestazione informale di interesse per la ex Farmaè: “L’azienda è viva”.

Leonardo Testai
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Un passo avanti per la curatela giudiziale di Talea Group, nel tentativo di salvare la ex Farmaè: è stato aggiudicato all’asta l’hub logistico di Nichelino, nel torinese, per la cifra messa a base d’asta – 2,6 milioni di euro – a offerta da Vim, azienda lucana attiva nel campo della distribuzione dei farmaci, che già nell’autunno scorso era considerata vicina a rilevare l’intera società dell’e-commerce di parafarmacia.

Non appena questa liquidità sarà a disposizione dei curatori – prevedibilmente metà giugno -, potranno anche essere pagati gli stipendi arretrati: i dipendenti saranno i primi creditori a essere ristorati, sperando che per metà luglio, termine dell’esercizio provvisorio disposto dal Tribunale di Firenze per l’attività del commercio online, l’azienda riesca a trovare un nuovo investitore. Peraltro circa dieci dipendenti di Talea Group, con la cessione di Nichelino, passano alla nuova proprietà.

C’è interesse per il ramo d’azienda di Migliarino

Vim ha anche acquisito l’autorizzazione al commercio online di farmaci Otc e di parafarmaci, ma non con i marchi nel portafoglio di Talea Group (Farmaè, Amica Farmacie e Doc Peter) che fanno parte del ramo d’azienda principale insieme allo stabilimento di Migliarino – hub speculare a quello di Nichelino – e la sede di Viareggio. Un ramo che “sarà oggetto di un’asta a breve”, spiega il curatore Leonardo Poggiali, secondo cui “la procedura sta preparando la documentazione da inserire in una data room, e sarà a disposizione all’inizio della settimana prossima per i soggetti qualificati che ne facciano richiesta per visionare tutta la documentazione relativa al ramo d’azienda principale di Talea Group”.

Poggiali rivela che “abbiamo già qualche manifestazione informale di interesse da diversi soggetti, vogliamo accelerare i tempi perché l’azienda è viva”. Infatti, sostiene il curatore, se gli ordini fatti prima di dicembre 2025 non possono essere rimborsati dalla curatela perché rientrano nella procedura fallimentare, “in questo periodo siamo nella piena regolarità di consegne, abbiamo sanato la situazione precedente; abbiamo stipulato accordi con i fornitori e, ora, un nuovo accordo che ci dovrebbe permettere di ampliare l’offerta commerciale ai clienti. Questo nell’ottica di rendere ancor più appetibile l’azienda, recuperando del fatturato. I dipendenti sono bravissimi, stanno lavorando con grande impegno”. (lt)

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Leonardo Testai

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