Promuovere, rafforzare e favorire la presenza e il radicamento di attività a capitale estero in Toscana: Regione Toscana, Confindustria e Confindustria Toscana hanno rinnovato oggi a Roma il protocollo d’intesa per lo sviluppo e l’attrazione degli investimenti esteri, nell’ambito dell’Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere, organizzato in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
L’intesa, siglata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dalla vicepresidente di Confindustria per l’export e l’attrazione degli investimenti Barbara Cimmino e dal coordinatore della commissione multinazionali di Confindustria Toscana Paolo Ruggeri, si propone di promuovere lo scambio di esperienze tra Regioni e istituzioni nazionali, dalle migliori procedure amministrative e autorizzative agli accordi di mantenimento e consolidamento delle attività, fino a proposte legislative, fiscali e promozionali.
Un monitoraggio congiunto sulle imprese estere
Irpet e il Centro Studi di Confindustria Toscana realizzeranno periodicamente un’indagine per conoscere e monitorare le dinamiche delle imprese estere e di quelle di grandi dimensioni: legami con le Pmi nelle singole filiere produttive, consistenza degli indotti, segnali preventivi di criticità, fabbisogni di formazione, innovazione, servizi alle imprese e vantaggi derivanti dall’interazione tra le realtà locali e le catene di valore globali.
“Le imprese a capitale estero sono una risorsa strategica per la crescita e la competitività del territorio”, ha sottolineato Paolo Ruggeri, coordinatore della commissione multinazionali di Confindustria Toscana. “Siamo stati una delle prime Regioni in Italia – ha spiegato il presidente Eugenio Giani – a creare nel 2010 un ufficio dedicato, Invest in Tuscany, e a delineare una strategia regionale per il mantenimento e l’attrazione di investimenti italiani ed esteri. I numeri ci hanno dato ragione: con 303 investimenti per un valore complessivo di 12,4 miliardi di euro nel periodo 2019-2025 abbiamo raggiunto il quinto posto a livello nazionale”.
“Non vogliamo le imprese mordi e fuggi”
“I dati del rapporto presentato ci dicono che gli investimenti delle imprese internazionali in Italia contribuiscono al rafforzamento dell’industria italiana, alla crescita dell’occupazione e della competitività – ha spiegato Barbara Cimmino -. Lo 0,4% delle imprese internazionali rispetto al totale delle imprese italiane contribuisce al 35% dell’export e a circa il 38% degli investimenti in ricerca e sviluppo. Questi sono numeri che fanno comprendere quanto queste imprese siano importanti non solo per il Pil nazionale, ma anche per i territori, il loro sviluppo e la loro crescita”. La vicepresidente di Confindustria sottolinea come questo obiettivo strategico passi “da una stretta collaborazione con le Regioni”.
Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani “il terreno economico italiano è un terreno fertile, se lo è per le imprese italiane lo è anche per le imprese a capitale straniero, perché non puntare anche su quelle. L’unica cosa che non vogliamo sono le imprese mordi e fuggi, vogliamo imprese che vengano a fare business”. Inoltre, ha aggiunto, “dovremmo anche attirare di più venture capital nel nostro Paese”. (lt)
Leonardo Testai
