la bottega-museo del biscottificio Antonio Mattei a Firenze
Lo storico Biscottificio Antonio Mattei, che a Prato produce i famosi biscotti alle mandorle (incartati nel sacchetto blu) e che da tempo ha aperto un museo-bottega a Firenze, festeggia 168 anni ‘cristallizzando’ la memoria dell’azienda attraverso un lavoro di ricerca, catalogazione e digitalizzazione.
La storia comincia a Prato nel 1858
Proprio nella bottega di Firenze (in via Porta Rossa) è ora visibile l’archivio digitale del biscottificio, fondato a Prato nel 1858 da Antonio Mattei e acquisito nel 1920 dal garzone di bottega Ernesto Pandolfini, nonno degli attuali fratelli-proprietari Francesco, Marcella, Elisabetta e Letizia Pandolfini che ora hanno voluto ricostruire – attraverso fotografie (circa 760) e documenti – i passaggi che hanno segnato l’evoluzione dell’azienda. Per adesso l’archivio, organizzato per temi e periodi, è accessibile da uno schermo interattivo posizionato nel negozio fiorentino; prossimamente sarà consultabile anche online dal sito del biscottificio e sarà tradotto in inglese.

L’avatar di Antonio Mattei
Insieme con l’archivio debutta anche l’avatar di Antonio Mattei, realizzato a partire da una foto storica del fondatore che – racchiusa in una cornice dorata – prende vita e racconta in tre minuti alcuni passaggi della propria storia e di quella del biscottificio, compresi episodi curiosi e aneddoti, e compresa la ricetta dei biscotti di Prato (che non si chiamano cantucci). Per la voce dell’avatar è stata scartata l’intelligenza artificiale, asettica e poco coinvolgente, e si è scelto un doppiatore dal tono caldo e convincente.
Un progetto ‘scientifico’
Il progetto è stato seguito da Letizia Pandolfini, laureata in Storia dell’arte e responsabile dell’archivio storico e fotografico, che diversi anni fa ha iniziato a ricercare e raccogliere materiali, fotografie e documenti legati all’azienda e alla famiglia. “Un lavoro nato dal desiderio di approfondire e ricostruire la storia del biscottificio – spiega la famiglia Pandolfini – recuperando informazioni e testimonianze conservate nel tempo e mettendo in relazione fonti diverse”. Spiega Letizia Pandolfini: “La storia in sé non ha senso se non può essere condivisa. E’ questa la volontà alla base del lavoro: rendere accessibile un patrimonio costruito nel corso delle generazioni e restituire valore alle esperienze, alle conoscenze e alle testimonianze che hanno accompagnato la storia del biscottificio. Una storia strettamente legata a Prato e al suo territorio, che attraverso l’archivio può diventare strumento di conoscenza, di ricerca e anche fonte di ispirazione”.
Fatturato a 4,4 milioni
Il Biscottificio Antonio Mattei, che produce dolci e biscotti della tradizione toscana, nel 2025 ha fatturato 4,4 milioni con 225mila euro di utile e 45 dipendenti.
