La sede della Camera di commercio di Firenze
Con alterne fortune vi sono ricorse società come LuisaViaRoma, The Italian Sea Group, Liberty Magona, Prosperius e Talea Group: in cinque anni la composizione negoziata della crisi d’impresa, avviata davanti alla Commissione della Camera di commercio di Firenze, ha permesso di mettere in sicurezza 59 aziende e di salvare il posto di lavoro a oltre 1.800 addetti toscani. I numeri sono stati resi noti in occasione dell’evento dell’Osservatorio nazionale sulle crisi d’impresa (Oci) dedicato alla direttiva Ue 2026/799 e alle ripercussioni sul codice della crisi. Con un appello della Camera di commercio per diffondere la conoscenza dello strumento anche fra le imprese più piccole.
La Commissione fiorentina, che ha competenza per tutto il territorio regionale, ha ricevuto dalla fine del 2021, quando la procedura è stata istituita, 380 istanze presentate dalle imprese alle singole Camere toscane. Secondo Salvini il ritmo cresce: nel 2026 sono già 106. Dopo i 37 casi del 2022 e i 39 del 2023, le istanze sono salite a 70 nel 2024 e a 123 nel 2025. I 106 casi registrati finora nel 2026 equivalgono a circa l’86% del totale dell’intero 2025. La procedura “sta viaggiando a ritmi sempre più sostenuti”, afferma il segretario generale dell’ente camerale, Giuseppe Salvini, spiegando che l’andamento è di oltre un’istanza ogni cinque giorni.
Delle 380 imprese che hanno avviato la composizione negoziata, 114 sono dell’area fiorentina, 55 di Pisa e 35 di Massa Carrara. Sono 119 quelle del settore manifatturiero, circa il 31% del totale; 260 sono srl, il 68%, mentre una minoranza è rappresentata da società non di capitali e forme societarie meno strutturate. Il profilo medio emerso dai dati è quello di una piccola o media impresa: le aziende che hanno avviato la procedura hanno in media 31 occupati e un valore medio della produzione di 6,5 milioni di euro.
Il professionista, che affianca l’impresa e tratta con i creditori, supporta inoltre l’azienda nella richiesta al giudice di misure protettive, che per 120 giorni impediscono ai creditori di aggredire l’impresa con forme coercitive di recupero del credito e attacchi giudiziari, dall’esecuzione di decreti ingiuntivi alle istanze di fallimento. “Ben 321 delle 380 imprese interessate dalla procedura hanno chiesto le misure protettive”, ha evidenziato Salvini, secondo cui “è importante che le imprese si muovano tempestivamente al manifestarsi delle prime avvisaglie di crisi per scongiurare che il quadro aziendale si deteriori ulteriormente”. (lt)
